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Programma Congressuale

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Sicurezza e privacy [ Si.02 ]

A seguire consegna riconoscimento Call “Innovazione e Sicurezza" - Techfor 2011

Non c’è dubbio che in questo preciso momento temporale il tema della sicurezza rappresenta la prima priorità della società e dell’economia italiana. Occorre, però, spendere qualche parola in più per chiarire i termini della parola “sicurezza”, ricordando come il concetto di “sicurezza” abbia sfaccettature molto diverse tra loro. Così come altrettanto numerosi sono gli attori impegnati sul tema: Ministeri, Forze dell’Ordine, Forze armate, Protezione Civile, Autonomie Locali, Imprese.

In ognuno dei diversi aspetti, la sicurezza è un tema che suscita grande preoccupazione perché attiene alla vita personale di tutti. Le tecnologie, in questo senso, rappresentano un valido supporto , soprattutto quando si parla di prevenzione: ci hanno consegnato la possibilità di prevedere, di prevenire, di monitorare, di proteggere persone, cose e informazioni.

Ma le tecnologie devono essere governate dall'uomo: vanno scelte e utilizzate sulla base di obiettivi, regole e processi ben definiti. L’appuntamento mette al centro la riflessione su quanto di quello che la tecnologia consente è anche giuridicamente nel rispetto della normativa sulla privacy?

Sul sito è disponibile la registrazione integrale dell'evento cliccare qui

Programma dei lavori

Introduce e Coordina

Finocchio
Introduzione dei lavori

 

Il Presidente Finocchio introduce il convegno affrontando l’argomento del difficile rapporto tra esigenze di sicurezza sempre maggiori e altrettanto necessarie tutele dei dati personali.

Pietro Finocchio Presidente - AFCEA Biografia Vedi atti

Generale Ispettore Capo del Genio Aeronautico (aus.)Pietro Finocchio

- Nato a Napoli il 31 marzo 1945;
- Ha frequentato l'Accademia Aeronautica di Pozzuoli dal 1963 al1969 come cadetto del corso Borea terzo;
- Ha ottenuto la laurea in Ingegneria Elettronica presso il Politecnico di Napoli con il massimo dei voti.
- Ha prestato servizio presso i seguenti enti:
• Reparto Sperimentale di Volo (RSV) di Pratica di Mare;
• Costarmaereo ;
• Ufficio di Addetto Aeronautico e della Difesa presso l'Ambasciata italiana a Washington;
• Telecomdife .
- Ha il diploma di sperimentatore di sistemi in volo ottenuto presso il Reparto Sperimentale di Volo nel 1977, ha il brevetto di pilota civile e di paracadutista amatoriale.
- Ha ricoperto le seguenti posizioni nel corso della sua carriera:
• Ispettore del Paese ospitante per il programma integrato della NATO per la difesa aerea (Nadge);
• Direttore Tecnico del Reparto Sperimentale di Volo (RSV);
• Direttore del Primo Reparto Manutenzione velivoli Tornado;
• Capo delegazione Italiana per la logistica dei velivoli EFA e AMX presso la SMA quarto Reparto;
• Co-Presidente del Comitato di gestione e membro del Policy Group del programma Anglo-Italiano EH101 dal 1990 al 1996;
• Capo della delegazione italiana al Comitato Esecutivo congiunto e membro del comitato direttivo del programma NH90, dal 1992 al 1996;
• Direttore dell'Ufficio Coordinamento Tecnico della Direzione Generale Teledife, dal 1996 al 1999;
• Capo del Reparto Ricerca Tecnologica di Segredifesa dal 1999-2001;
• Presidente del Panel II (R & T) del WEAG e membro del Comitato R & T della Nato dal giugno 1997 al giugno 2001;
• Direttore Generale di NAHEMA (NATO Helicopter Management Agency) dal 1 ° agosto 2001 al 31 luglio 2004;
• Direttore Generale di TELEDIFE dal settembre 2004 al marzo 2010;

- Da gennaio 2005 è Presidente di AFCEA (Armed Forces Communications and Electronics Association) capitolo di ROMA e dal settembre 2010 è Vice Presidente dell'Istituto Italiano di Navigazione.

- Ha lasciato il servizio attivo il 31 marzo 2010.
- Parla correntemente inglese, francese e portoghese.
- Il Gen. Finocchio è sposato con la signora Enrica ed ha una figlia, un figlio e quattro nipoti.

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Atti di questo intervento

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Intervengono

Lavacca
Sicurezza e privacy: le soluzioni adottate dall’Arma dei Carabinieri

 Il Generale Lavacca illustra che cosa vuol dire per l’Arma fare sicurezza partecipata. Quella proposta nell’intervento è un’ottica che coniuga i principi della condivisione, del coinvolgimento e della compartecipazione ad una particolare attenzione verso le possibilità offerte dalle nuove tecnologie, soprattutto in termini di presidio del territorio e di interconnessione tra soggetti tutelanti. Nella seconda parte dell’intervento, Lavacca affronta il tema del rapporto tra sicurezza e privacy illustrando le proposte dell’Arma in relazione al trattamento dei dati per finalità operative e il contributo offerto alla redazione deI provvedimenti. Comunque, conclude il Generale, più il punto di equilibrio tra le due esigenze si avvicina alla sicurezza e più il territorio è sicuro, più si avvicina alla privacy e più incognite ci sono da questo punto di vista. 

Pasquale Lavacca Generale Capo del III Reparto - Telematica - Comando generale Arma Carabinieri Biografia Vedi atti

Il Generale di Divisione Pasquale Lavacca è nato a Canosa di Puglia nel 1952, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Bari ed in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna presso l’Università di Roma “Tor Vergata”.

Dal 1 agosto 2011 al 1 dicembre 2013 Comandante della Legione Carabinieri “Piemonte e Valle d’Aosta” che ha giurisdizione su tutti i Carabinieri che operano nelle nove provincie delle due Regioni amministrative.

Dal 2006 al 2011 ha ricoperto la carica di Capo del III Reparto dello Stato Maggiore del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, incarico di vertice e di massima responsabilità nella direzione dei programmi di ammodernamento e di mantenimento di sistemi e tecnologie impiegate per le attività operative e info-investigative, nonché nella gestione strategica degli armamenti ed equipaggiamenti speciali. In tale veste ha rappresentato l’Arma dei Carabinieri in vari congressi internazionali di Forze di Polizia a Parigi e Marsiglia, Londra e Birmingham, Madrid, Tel Aviv e Gerusalemme, Buenos Aires, New York, Miami, Washington, Sofia, Varsavia, Amsterdam.

 Ha intrapreso la carriera militare nel 1973, frequentando il 155° Corso dell’Accademia Militare di Modena e la Scuola di Applicazione dei Carabinieri di Roma.

 Ha maturato vaste e significative esperienze di comando nell’ambito dell’Organizzazione Addestrativa, quale Comandante di Plotone e Compagnia allievi presso la Scuola Sottufficiali di Firenze (dal 1977 al 1982) durante la quale (durante il sequestro Moro) è stato anche Comandante del Nucleo Carabinieri di rinforzo al supercarcere dell’Asinara alle dipendenze del Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa. In ambito Territoriale è stato Comandante della Compagnia di Torino Oltre Dora e, successivamente, del Nucleo Operativo e del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Torino, con rilevante impegno nel contrasto alla criminalità comune ed organizzata (dal 1982 al 1991). Ha retto per tre anni (dal 1995 al 1998) il Comando Provinciale di Brindisi.

 Da Ufficiale superiore è stato chiamato ad assolvere compiti di significativo rilievo presso lo Stato Maggiore del Comando Generale dell’Arma, dapprima come Capo della 1^ sezione dell’Ufficio Logistico  - durante il quale ha svolto numerose missioni di ricognizione all’estero per l’ONU in Cambogia e per la UEO in Bosnia Erzegovina oltre a preparare la missione in Somalia - e successivamente quale Direttore della Direzione Materiali di Armamento e di Equipaggiamento Tecnico e come Capo Ufficio Armamento ed Equipaggiamenti Speciali, ove ha sviluppato l’attività di ricerca e sviluppo tecnologico nei settori dell’intelligence e della Polizia Giudiziaria oltre che dei materiali speciali per la protezione individuale.

Dal 2002 al 2006 ha ricoperto la carica di Comandante del Raggruppamento Tecnico-Logistico-Amministrativo, struttura di vertice dell’Organizzazione logistico-amministrativa dell’Arma per l’Italia Centrale.

Dal 2009 al 2011 ha ricoperto, tra l’altro, la carica di Presidente del Comitato Tecnico Interpolizie costituito presso il Ministero dell’Interno per la realizzazione della Rete Integrata delle trasmissioni delle forze di polizia.

Ha ricoperto anche l’incarico di Responsabile del Centro di Competenza (previsto dal C.A.D.: Codice dell’Amministrazione Digitale) per l’Arma e, in materia, è stato Referente del Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie per il perseguimento degli obiettivi di Legislatura volti alla costituzione della “Società digitale”.

 Membro del Comitato di Sorveglianza per il Programma Operativo Nazionale per lo Sviluppo del Mezzogiorno nel quadro strategico Nazionale per l’impiego dei Fondi U.E., è stato responsabile - per il PON Sicurezza 2000/2006 – della Misura I.3 (Tutela Ambiente) e - per il PON Sicurezza 2007/2013 - degli obj operativi I.3 (Tutela Ambiente) e II.2 (Tutela lavoro regolare).

Dal 2 dicembre 2013 è il “Dirigente Generale Responsabile dei Sistemi Informativi ed Automatizzati dell’Arma dei Carabinieri” alle dirette dipendenze, in Roma, del Comandante Generale.

 

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Maddalena
Diritti individuali e diritto collettivo

 

Giuseppe Maddalena addita alcune incongruenze che si possono incontrare quando si parla dei rapporti tra privacy e sicurezza. Dopo aver affrontato il problema da una prospettiva storica – rifacendosi addirittura al fondamentale The right to be left alone di Warren e Brandeis del 1890 – Maddalena si dedica a una illustrazione dei principi contenuti nel Codice in materia di protezione dei dati personali. In conclusione, Maddalena si concentra sui benefici della videosorveglianza e sui compiti fondamentali assegnati alla Polizia Postale. 

Giuseppe Maddalena Direttore Centrale dei Servizi Tecnico-Logistici e della Gestione Patrimoniale - Dipartimento della Pubblica Sicurezza - Ministero dell'Interno Biografia Vedi atti

Il Dott. Giuseppe Maddalena è nato a Napoli il 09.07.1947. Laureato in Giurisprudenza, è Procuratore legale ed è specializzato in diritto penale e processuale penale. Entra in Polizia nel 1971 e viene assegnato, come prima sede, alla Questura di Reggio Emilia poi ad Alessandria, dove ricopre vari incarichi, tra cui quello di Capo di Gabinetto. Questo periodo lo vede impegnato in una intensa attività investigativa antiterrorismo di contrasto alle Brigate Rosse. Negli anni 1986 – 87, trasferito alla Criminalpol della Liguria si interessa di criminalità organizzata per lunghi periodi in Calabria, Puglia e Sicilia per lo svolgimento di indagini relative a omicidi e sequestri di persona riconducibili ad associazioni per delinquere di stampo mafioso, culminate anche con alcune delle prime operazioni di sequestro di patrimoni illegali.

Primo Dirigente dal 1988, nel 1992, viene assegnato alla neonata Direzione Investigativa Antimafia, dove, precorrendo i tempi, crea l’Ufficio Informatico, con l’applicazione dell’informatica nelle attività di indagine. Dirigente Superiore nel 1995 dirige il servizio di analisi criminale, nel 1997 viene nominato Direttore del Servizio Polizia Scientifica avvia una profonda ristrutturazione di tutta l’attività tecnica a supporto delle investigazioni di polizia giudiziaria, instaurando stabili rapporti di collaborazione con i più importati Organi collaterali stranieri, tra i quali spiccano l’F.B.I., il Bundeskriminalamt tedesco, Scotland Yard e la Polizia Giudiziaria francese.

Da una sua l’idea nasce lo S.P.A.I.D. (Sottosistema Periferico per l’Assunzione su strada delle Impronte Digitali), idea apprezzata dalla Comunità Europea che ne ha finanziato addirittura il prototipo, sue sono le progettualità sulla banca dati dei volti, su sistemi di telesorveglianza “intelligente” a distanza Nel 2000 è Direttore del Programma Operativo Nazionale “Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia”, nel gennaio 2001, promosso alla qualifica di Dirigente Generale di livello C. è nominato questore di Reggio Calabria dove coordina con efficacia la lotta alla ‘ndrangheta, con la cattura di 36 latitanti, riuscendo a ricostruire il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.

Rientrato a Roma, ricopre numerosi incarichi di vertice – tra cui la direzione degli Ispettorati di Pubblica Sicurezza presso il Viminale e presso la Camera dei Deputati – , fino al 2005, quando promosso alla qualifica di Dirigente Generale di livello B e nominato Direttore della Direzione Interregionale della Polizia di Stato per il Piemonte, la Valle d’Aosta e la Liguria. Il 1 gennaio 2008 viene nominato Prefetto e, dopo aver guidato la Direzione Centrale per gli Istituti di Istruzione della Polizia di Stato, viene destinato a svolgere le funzioni di Direttore Centrale dei Servizi Tecnico Logistici e della Gestione Patrimoniale, incarico che ricopre attualmente.

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Bondi
Videosorveglianza e integrazione: l’esperienza del Comune di Imola

 

Il Comune di Imola porta avanti da tempo una pacchetto di politiche mirate a favorire l’integrazione e la coesione sociale. L’Assessore Bondi spiega come questo tipo di politiche possano essere perseguite solo in parallelo ad attività di educazione alla legalità. Ad Imola infatti sin dal 2004 sono presenti diversi punti di videosorveglianza e di controllo automatico delle infrazioni al Codice della Strada, attività pagata interamente dal Comune, la cui società in house dedicata mantiene un bilancio costantemente in attivo. 

Andrea Bondi Assessore Pianificazione territoriale, Mobilità, Progetto Giovani, Informatizzazione, E-government - Comune di Imola Vedi atti

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Napoli
Crimeware e sua evoluzione. Come mitigare il fenomeno.

 

Giovanni Napoli offre una panoramica sulle attività dei gruppi criminali che utilizzano virus informatici per carpire informazioni da utilizzare fraudolentemente a scopo di lucro. Esistono veri e propri centri di vendita di trojan e malware: strumenti con i quali carpire PIN, password e codici di identificazione. Per proteggersi da questi fenomeni, le PPAA possono intraprendere un percorso di virtualizzazione verso il Cloud Computing che garantisca l’adozione di standard di conformità e attivare un Security management che consenta  di bilanciare security e usabilità garantendo risposte rapide e capacità di investigazione in caso di attacco.

Giovanni Napoli Pre-Sales Manager EMEA South - EMC Italia Vedi atti

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Di Minco
Qual è il livello di sicurezza nel trattamento dei dati personali da parte delle PPAA?

 

Il Prof Di Minco parte della domanda del titolo per affrontare il problema della trattamento dei dati personali nelle Pubbliche Amministrazioni, specialmente in quelle locali. Dalla redazione del Documento Programmatico sulla Sicurezza all’aggiornamento necessario in relazione alle nuove procedure di dematerializzazione, la questione pone non pochi interrogativi.

Sandro Di Minco Avvocato, Professore "J. Monnet" di Diritto dell'Informatica nell'U.E. - Università di Camerino Biografia Vedi atti
 Sandro Di Minco, Avvocato, Consulente ed esperto in Diritto dell'informatica, Amministrazione digitale e Privacy; Dottore di Ricerca in Informatica giuridica e diritto dell'informatica, Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, è attualmente Professore J. Monnet di Diritto dell’informatica nell'Unione europea, titolare del Modulo europeoGLOBALISATION AND THE COMMUNITY APPROACH FOR AN INFORMATION SOCIETY. CURRENT GENERAL LEGAL FRAMEWORK e docente di Diritto comunitario e delle nuove tecnologie nell’Università degli Studi di Camerino; Docente nel Master di Diritto dell'informatica e teoria e tecnica della normazione dell'Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Componente del Collegio di garanzia dell'ANDIG (Associazione Nazionale Docenti di Informatica giuridica e Diritto dell'informatica)

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Cicognani
La privacy come componente della sicurezza: il ruolo del CERT SPC

 

Dal 2002 la legge impone alle amministrazioni una base minima di sicurezza informatica, anche in relazione alla delicatezza dei dati trattati. Il Maggiore della GdF Gabriele Cicognani introduce il ruolo del CERT (Computer Emergency Response Team) del Sistema Pubblico di Connettività, i cui compiti sono di coordinamento di tutte le Unità Locali di Sicurezza introdotte per legge in ogni Amministrazione dal DPCM del 01/04/2008. Il nuovo CAD prevede che ogni Amministrazione si doti anche di un Piano di Disaster Recovery e di un Piano di Continuità Operativa, dei quali Cicognani illustra caratteristiche e necessità.

Gabriele Cicognani Responsabile CERT-SPC - DigitPA Vedi atti

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Forzieri
Privacy e Sicurezza: dalla compliance alla data loss prevention

 

Antonio Forzieri descrive la logica degli attacchi informatici worldwide proponendo un’analisi di quelli avvenuti nel 2010. La maggior parte delle informazioni sono monetizzabili e per questo la Pubblica Amministrazione – detentrice di molti dei dati dei cittadini - è una delle organizzazioni più colpite. Forzieri analizza le specificità del fenomeno e illustra approfonditamente che cosa vuol dire contrastarlo attraverso un approccio di compliance.

Antonio Forzieri EMEA Security Solution Architect - Symantec Technical Sales Organization Biografia Vedi atti

In Symantec Forzieri ricopre il ruolo di responsabile per l’Italia della Practice Security all’interno della Technical Sales Organization. In precedenza ha lavorato per altre aziende italiane con incarichi svolti in tutta EMEA dove si è occupato di diverse tematiche tra le quali Compliance, Endpoint Security, Data Loss Prevention, Encryption, Ethical Hacking, Analisi Frodi, oltre ad attività di formazione in ambito Security.

Antonio Forzieri è laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni al Politecnico di Milano, dove è attualmente docente al corso “Internet Infrastrutture e Sicurezza”.

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Garrisi
L’approccio ANORC alla sicurezza informatica

 

L’Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione Digitale si è posta fin dalla sua fondazione il problema della sicurezza dei dati archiviati. Il riconoscimento formale dell’obbligo di istituzione del Responsabile della Conservazione all’interno delle Amministrazioni rappresenta un importante passo in avanti per vedere privacy e sicurezza non come due esigenze contrapposte, ma come due facce della stessa medaglia. La sicurezza infatti spesso viene meno non perché non ci siano gli strumenti tecnologici necessari, ma perché gli operatori non sono formati adeguatamente.

Graziano Garrisi Membro del Consiglio Direttivo - ANORC e Vice coordinatore ABIRT Biografia Vedi atti

Avvocato del Foro di Lecce. Fa parte del Digital & Law Department dello Studio Legale Lisi, occupandosi principalmente di consulenza legale in materia di privacy e diritto delle nuove tecnologie, nonché della realizzazione dei modelli organizzativi d.lgs. 231/2001 e d.lgs. 196/2003. E’ socio fondatore e membro del Consiglio Direttivo della Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione digitale dei documenti (ANORC – www.anorc.it) e vice direttore del portale www.scintlex.it, la prima banca dati sul diritto dell’informatica. Relatore in numerosi convegni e autore di numerose pubblicazioni in materia di diritto delle nuove tecnologie in varie riviste giuridiche telematiche e cartacee.

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Premiati

Boffi
Presentazione del progetto: “115 for deaf”

 

Le persone sorde non possono chiamare i servizi di soccorso. In alcuni casi si utilizzano sms o fax, che però presentano difficoltà diverse di comunicazione causando ritardi nell'invio dei soccorsi. Per questo i Vigili del fuoco hanno sviluppato un sistema che ottempera nel modo migliore, tecnologicamente e operativamente, la direttiva europea che obbliga gli stati membri a garantire pari livello di accesso ai servizi di soccorso. Il sistema consiste in un’interfaccia per lo scambio di messaggi. Lo schema di applicativo è stato sviluppato insieme alle associazioni delle persone sorde della Provincia di Venezia, dove è in corso la sperimentazione. Il sistema è conforme allo standard CAP per le comunicazioni di emergenze che il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha adottato nel 2008, e prevede che si possano aggiungere ulteriori funzionalità all'interfaccia grafica su segnalazione degli utenti.

Carlo Boffi Prefetto - Vice Capo Dip: Vigili del Fuoco Vedi atti

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Fornione
Presentazione del progetto: “Mappa del Rischio e sistemi di contrasto del degrado”

In una grande città come Milano serve un continuo monitoraggio del territorio contro tutte le situazioni che producono degrado. Ecco perché il Comune ha creato Ambrogio, un sistema integrato per il monitoraggio e l’analisi che riceve le segnalazioni sul territorio e permette un’efficace collaborazione tra Polizia, Vigili del fuoco, uffici tecnici comunali, Amsa, Atm, MM, A2A. La tecnologia scelta è composta da un CRM (Customer relationship Management) + palmari, smartphone, tablet Pc, portale, e implementa un sistema di Risk Management che prevede controllo/azioni/verifica su un programma informatico ArcGis per geolocalizzazione. Da luglio 2009, quando è entrato in funzione, si è registrato l’abbattimento della prostituzione del 40% e delle discariche abusive dell'80%. C’è stata anche una riduzione generalizzata di tutte le altre criticità (veicoli abbandonati, segnaletica verticale difettosa, buche in strada, tombini danneggiati o intasati). 

Roberto Fornione Comune di Milano Vedi atti

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Ferranti
Presentazione del progetto: “SicVe Tutor”

 

La velocità causa oltre il 60% degli incidenti mortali in autostrada. Società Concessionaria autostradale e Polizia stradale hanno così fatto partire il SicVe TUTOR, sistema pensato per individuare chi spinge sull'acceleratore per lunghi tratti. Grazie a sensori posti sull’asfalto e portali con telecamere intelligenti collegate in GPS con un orologio satellitare, il Tutor rileva la velocità media lungo tratte tra 10 e 30 Km:i dati dei veicoli la cui velocità media supera i limiti sono automaticamente trasferiti agli uffici di Polizia Stradale che verbalizza le violazioni. Le aree d'installazione del Tutor sono state individuate in base al numero di incidenti nel tempo. Oggi il sistema conta 286 portali ed è in continua espansione. Sulle tratte dov’è attivo da più di un anno il Tutor ha abbattuto del 51% il numero delle vittime. 

Rosanna Ferranti Polizia Stradale Vedi atti

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Cardilli
Presentazione del progetto: “In Strada come in Rete - percorsi di autotutela contro i nuovi rischi adolescenziali” 1 di 2

 

La crescita dell’uso della rete da parte dei minori e l’aumento dei reati legati a internet - che li vedono “carnefici” o vittime, quindi soprattutto cyberbullismo e pedofilia – sono un tema da non sottovalutare. Non meno rilevante è il comportamento degli adolescenti nella circolazione stradale, alla guida dei ciclomotori e come pedoni, che potrebbe migliorare con l’aumento della percezione del rischio e della conoscenza del Codice della strada. L’obiettivo del progetto è intervenire su minori e famiglie con il coinvolgimento dei docenti scolastici, in 15 scuole che aderiscono all’iniziativa. La Polizia Provinciale in collaborazione con la Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, ha dettato le linee guida per l’impostazione del lavoro didattico su questi due temi: uso consapevole del web e comportamento responsabile sulle strade. Sono stati impiegati anche personal computer, video proiettori e maxischermi. Alle giornate formative hanno partecipato circa 3315 ragazzi e circa 60 tra docenti e genitori.

Marco Cardilli Provincia di Roma Vedi atti

Atti di questo intervento

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Paluzzi
Presentazione del progetto: “In Strada come in Rete - percorsi di autotutela contro i nuovi rischi adolescenziali” 2 di 2

 

La crescita dell’uso della rete da parte dei minori e l’aumento dei reati legati a internet - che li vedono “carnefici” o vittime, quindi soprattutto cyberbullismo e pedofilia – sono un tema da non sottovalutare. Non meno rilevante è il comportamento degli adolescenti nella circolazione stradale, alla guida dei ciclomotori e come pedoni, che potrebbe migliorare con l’aumento della percezione del rischio e della conoscenza del Codice della strada. L’obiettivo del progetto è intervenire su minori e famiglie con il coinvolgimento dei docenti scolastici, in 15 scuole che aderiscono all’iniziativa. La Polizia Provinciale in collaborazione con la Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, ha dettato le linee guida per l’impostazione del lavoro didattico su questi due temi: uso consapevole del web e comportamento responsabile sulle strade. Sono stati impiegati anche personal computer, video proiettori e maxischermi. Alle giornate formative hanno partecipato circa 3315 ragazzi e circa 60 tra docenti e genitori.

Ezio Paluzzi Provincia di Roma Vedi atti

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Fecci
Presentazione del progetto: “Click - Dispositivo personale di sicurezza”

 

A Parma, a fronte di un calo complessivo dei reati, un’indagine del Comune ha registrato un forte aumento della percezione di insicurezza, cosicché molti cittadini hanno modificato le loro abitudini. Perciò il Comune ha realizzato un piccolo oggetto elettronico portatile (dispositivo personale di sicurezza) che permette di localizzare la persona che ha premuto il pulsante lanciando un allarme via gprs che, attraverso una società di vigilanza privata, arriva alle forze di Polizia. Dimensioni ridotte e facilità di impiego del congegno lo rendono adatto anche a soggetti che non hanno dimestichezza con l’elettronica o che hanno qualche impedimento fisico. Cento persone appartenenti ad alcune categorie a rischio – over 65 e lavoratori notturni – hanno sperimentato l’apparecchio per 6 mesi. Ebbene, l'analisi del questionario per la valutazione della percezione di sicurezza dopo la sperimentazione ha rilevato che il dispositivo ha fatto sentire più sicuro il 75% dei partecipanti. Durante la sperimentazione non è arrivata alla centrale operativa nessuna vera chiamata di emergenza, ma si sono registrati una quarantina di falsi allarmi.

Fabio Fecci Comune di Parma Vedi atti

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