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  da 15:00 a 17:30

L’open data: dalle parole ai fatti [ PA.05 ]

(a cura dell’associazione opengov)

Open Data: tutti ne parlano, pochi lo fanno
L’Open Data è il tema del momento: anche in Italia sono sempre più coloro che auspicano la “liberazione” dei dati pubblici in modo da accrescere l’efficienza e la trasparenza della PA, migliorare la qualità della vita dei cittadini e fornire alle imprese nuove opportunità di business. Anche le Amministrazioni, sia pur timidamente, iniziano a pensare di adottare politiche di Open Data; molto spesso tali azioni sono frenate dai timori e dalle incertezze legate alle tante dimensioni del fenomeno: giuridica, tecnica, organizzativa.
Per passare dalle parole ai fatti
Proprio per superare tali difficoltà e consentire al maggior numero possibile di Enti di fare realmente Open Data, l’Associazione Italiana per l’Open Government ha organizzato un innovativo workshop che, strutturato secondo la formula del talk show, ha l’obiettivo di spiegare alle amministrazioni “cosa e come” si può fare Open Data.
Verranno esaminati i profili strategici (importanza per cittadini e imprese), giuridici (trasparenza, licenze e privacy), tecnici (formati, cataloghi), organizzativi (performance, monitoraggio, resistenze interne ed esterne). Nel corso dell’evento verrà distribuita la versione aggiornata della pubblicazione ““Come si fa Open Data? Istruzioni per l’uso per Enti e Amministrazioni” e verranno presentate le nuove iniziative dell’Associazione per la liberazione dei dati pubblici e il loro riutilizzo.
Nel corso dell'evento sarà lanciato il concorso  "APPSFORITALY" il contest italiano sui dati pubblici aperti. APPSFORITALY che chiamerà a raccolta i più creativi programmatori italiani, nasce dalla collaborazione tra Associazione italiana per l'Open Government, il Consorzio TOP-IX IWA  (International Webmasters Association) e un ampio gruppo di attori pubblici e privati. 

#forumpa #fpa_data

Sul sito è disponibile la registrazione video dell'evento. Cliccare qui

Programma dei lavori

Forghieri
L’open data, dalle parole ai fatti: un funzionario pubblico in cerca di risposte

Claudio Forghieri apre e modera il convegno che  - sotto l’innovativa formula del talk show e con il contributo di professionalità e voci diverse  – intende rispondere alla domanda di base “Cosa sono gli open data?” per poi passare alla questione operativa “ Come una pubblica amministrazione può iniziare a fare open data?”.  Forghieri spiega come e perché l’Associazione italiana per l’Open Govervnemt è arrivata a questo importante appuntamento dopo la redazione del Manifesto e della guida “Come fare Open data”, presenta gli invitati e sottolinea come il vero protagonista sia un qualsiasi “funzionario pubblico che vuole fare open data ed è per questo alla ricerca di risposte e soluzioni pratiche”.

Claudio Forghieri Direttore scientifico di E-Gov - e responsabile Rete Civica del Comune di Modena Biografia Vedi atti

Sin dall’arrivo di Internet in Italia si è occupato di progetti innovativi legati all’uso delle tecnologie per la comunicazione e l’e-government.

E’ stato direttore scientifico delle edizioni 2012 e 2013 di Smart City Exhibition Bologna. In precedenza è stato il direttore scientifico della rivista "e-Gov - cultura e tecnologie per l'innovazione" di Maggioli Editore.
Classe 1963, una laurea in Storia contemporanea e un master in Gestione dell’Innovazione Tecnologica, giornalista pubblicista, autore di varie pubblicazioni, collabora con numerosi enti ed aziende ed è docente presso università e centri di formazione. Attualmente lavora a Modena.
 

 

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Intervengono

Bononcini
Che se ne fa Google dei dati di un Comune?

"Scusi, ma Google che se ne fa dei dati di un Comune"? Alla domanda di un ipotetico funzionario pubblico alle prese con l’open data, risponde Laura Bononcini, con uno dei motti alla base del successo del business di Google:  put the user first. In altri termini, spiega “facciamo dei dati quello che l’utente vuole che ne facciamo. Rispondiamo al bisogno dell’utente di accedere ai dati della pubblica amministrazione, aiutando d’altro canto l’amministrazione a rendere i dati fruibili”. Alla domanda: "si paga?", risponde: "Ci sono strumenti a pagamento, ma ci sono anche  tanti dati messi a disposizione gratuitamente”. E procede con esempi e prossimi passi nella strategia di Google per l'Italia.

Laura Bononcini Senior Policy Analyst - Google Biografia Vedi atti

Laura Bononcini lavora dal gennaio 2014 a Facebook Italia, dove è head of public policy. In precedenza ha lavorato per la sede italiana di Google, Reti SPA e Telecom. Ha studiato all'Istituto di Studi Politici di Parigi e all'Università della Carolina del Nord a Chapel Hill.

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Scorza
Se la pubblica amministrazione apre i dati, cosa ci guadagnano i cittadini?

Rispondendo alla domanda “Cosa ne viene ai cittadini dal fatto che la pubblica amministrazione apra i dati?” , Guido Scorza risponde partendo dal concetto-guida dell’openess. “L’openess – spiega – è utile al cittadino in due modi: da una lato assicura trasparenza, dall’altro permettte lo sviluppo da parte di terzi di servizi a valore aggiunto per il cittadino stesso”. Per questo – sottolinea -  è importante che i dati siano accessibili a tutti gli operatori (aziende, sviluppatori e cittadini) su base non discriminatoria e non esclusiva.

Guido Scorza Studio SR&Partners, - Associazione Italiana per l’Open Government Biografia Vedi atti
Avvocato, Dottore di ricerca in informatica giuridica e diritto delle nuove tecnologie, è docente presso il Master di diritto delle nuove tecnologie della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna, presso il Master in Sicurezza dei sistemi e delle reti informatiche dell’Università La Sapienza di Roma, presso la Scuola Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri, presso il Corso di Laurea in tecnologie informatiche dell’Università La Sapienza nonché presso la European School of Economics.

E’ membro del Consiglio scientifico e del Consiglio dei docenti del Master di diritto delle nuove tecnologie dell’Università degli Studi di Bologna. Tiene lezioni e seminari in numerosi corsi di specializzazione, di laurea e master presso i quali cura prevalentemente l’insegnamento delle materie connesse alla tutela giuridica del software, 

  alla proprietà intellettuale nella società dell’informazione, ai contratti ad oggetto informatico nonché al diritto della concorrenza e dei consumatori in internet (Il Sole 24 ore, Master Diritto e impresa – Polo didattico di Rimini – Università degli Studi di Bologna, European School of economics, Università degli Studi di Messina, Università di Pisa, Centro Studi in Informatica Giuridica, SCINT – Sviluppo e cooperazione per le imprese ed internazionalizzazione, Centro Studi in informatica giuridica CSIG, Facoltà di Informatica dell’Università di Roma La Sapienza, Master in Management e diritto dell’innovazione digitale, Scuola di formazione Aforisma e SCINT).

Collabora con numerosi periodici, quotidiani e riviste: L’Espresso, Wired.it, Punto Informatico, PC Magazine, Win Magazine, Office Magazine, Computer Business Review, Internet Magazine e

Quale computer, il Corriere Giuridico già membro del comitato di redazione della Rivista di Diritto dell’Internet (IPSOA) nell’ambito della quale ha curato l’Osservatorio di diritto comunitario ed internazionale nonché della redazione della rivista giuridica Temi Romana.

E’ giornalista pubblicista. Esercita la professione legale presso lo Studio Scorza, Riccio & Partners del quale è socio fondatore e presso il quale si occupa, prevalentemente, di questioni connesse al diritto civile, industriale e della concorrenza con particolare riferimento alle problematiche dell’Information society.

Ha fondato e presiede l’Istituto per le politiche dell’innovazione ed è coordinatore della Open Media coalition.

 

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Guarnaccia
L'open data dalle parole ai fatti. Ma cosa dice la norma?

Se un’amministrazione volesse aprire i propri dati, secondo le norme vigenti potrebbe farlo? Quali potrebbero essere limiti e tranelli da cui guardarsi bene? A queste domande risponde Elio Guarnaccia che chiarisce subito che sebbene la normativa in materia privacy sia spesso indicata come un ostacolo alla realizzazione dell’open data, nei fatti non è così. “Quella sulla privacy – sostiene – è una normativa a tutela  del cittadino e in questo senso va applicata. Dunque non si riferisce a quei dati aggregati per cui non c’è riferimento a un soggetto individuato o individuabile”. E cita l’articolo 52, comma 1 bis del Nuovo Cad, come base normativa della nuova trasparenza richiesta alle pubbliche amministrazioni.

Elio Guarnaccia Avvocato amministrativista - Istituto Politiche Innovazione Vedi atti

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Marras
IODL - Italian Open Data License, un licenza per i dati pubblici italiani

Salvatore Marras presenta la IODL, Italian Open Data License , messa a punto da un gruppo di lavoro coordinato dal Formez. La IODL è uno strumento importante per le pubbliche amministrazioni che volessero aprire i propri dati - precisa - mettendo in chiaro come i dati possono essere riusati.  Va avanti, raccontando la genesi e i punti di maggiore criticità che si sono affrontati nel percorso di lavoro e confronto che ha portato alla versione attuale della Licenza.

Salvatore Marras Direttore Area Innovazione Digitale - Formez PA Biografia Vedi atti
Responsabile dell'Area Innovazione Digitale di Formez PA, coordina progetti sulle competenze digitali, per la trasparenza, la partecipazione e l'accountability. Coltiva InnovatoriPA e altri servizi on line con la speranza la condivisione della conoscenza nella pubblica amministrazione diventi reale e diffusa. È interessato ai temi dell'apprendimento, della gestione delle conoscenze e della comunicazione con una particolare attenzione alle tecnologie. Ha studiato economia e statistica all'università Bologna, all'Istao di Ancona e ITP alla Bocconi di Milano.
 

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Intervengono

Cogo
Open data pubblici. Verso la Carta di identità del dato

Quanto è complicato dal punto di vista tecnico fare open data? Risponde Gianluigi Cogo, spiegando che “in realtà  l’open data elimina la complessità applicativa dalle strutture dell’amministrazione pubblica perché lascia che sia il mercato ad occuparsene”. In altri termini, la pubblica amministrazione ha il compito di raccogliere i dati, renderli disponibili in un formato che sia direttamente leggibile dall’uomo e dalla macchina e di definire la “carta di identità del dato”, ovvero quali sono le caratteristiche del dato che lo rendono relazionabile con altri dati.

Gianluigi Cogo Responsabile della Community Network Regione Veneto, - Associazione Italiana per l'Open Government Biografia Vedi atti

Da anni facilita i processi che sfruttano le nuove tecnologie e diffonde la cultura digitale nella Pubblica Amministrazione.

In rete dai primissimi anni '90, fonda nella sua città la prima rete civica: 'Venice On-Line' e poi il primo portale cittadino: 'Venezia.Net'. Verso la fine degli anni '90 fonda, assieme ad altri colleghi, il primo network dei comuni della Provincia di Venezia 'Polo Est' e infine uno dei primi social network italiani: 'Networkingitalia.it'.

Presso la Regione Veneto, dove attualmente si occupa di Agenda Digitale, Open Innovation e Competenze digitali, ha creato la prima intranet collaborativa 2.0. In ambito di coordinamento tecnico fra le regioni italiane guida il gruppo interregionale “IoT, big data e smartness” e nel passato ha sviluppato Ritef, la 'rete delle regioni per l'e-learning'. Fin dai primi anni 2000 è stato uno dei protagonisti del Cisco Networking Academy in Italia. E' attualmente docente a contratto all'Università Ca' Foscari dove tiene il corso  'Gestione dei dati digitali" e dove ha tenuto per sei anni il corso 'Social media e web apps'. Presidente di Assint (Associazione per lo sviluppo dell'innovazione e delle nuove tecnologie), membro dell'esecutivo dell'Istituto per le politiche dell'innovazione e recentemente Digital Champion per la città di Venezia. E' stato, inoltre, per 5 anni direttore scientifico del premio eGov e ha fondato l'Associazione Italiana per l'Opengovernment di cui è stato Segretario Generale.

E' molto attivo in rete con il suo blog: http://webeconoscenza.gigicogo.it e collabora continuamente con diverse istituzioni per master e corsi sull'Opengovernment-data e sulle Digital strategies per le politiche pubbliche. Autore dei libri "La cittadinanza digitale" e "I siti web della pubblica amministrazione". "I Social Network per la PA" e "Business Networking", nonchè coautore di "Tecnologie digitali per la comunicazione pubblica" collabora con diverse testate giornalistiche sui temi del digitale.

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Benussi
Come si fa la pubblica amministrazione open by default? Regione Piemonte, istruzioni per l'uso

Lorenzo Benussi sostiene che il principale argomento a sostegno dell’amministrazione open by default è quello della razionalizzazione del patrimonio informativo che già esiste e che spesso è già on line. La domanda piuttosto è “come si razionalizza senza creare ulteriori complicazioni in termini di information management?" Regione Piemonte – spiega Benussi – ha seguito quattro semplici indicazioni, ovvero: non complicare le cose più del necessario, non rimandare a tempi migliori, uscire in versione beta, lavorare a budget zero. In ultimo, non farsi paralizzare dalla domanda: “ E se nessuno usa i dati liberati?”.

Lorenzo Benussi Advisor for Digital Policy - Consorzio TOP - IX Biografia Vedi atti

Dopo aver conseguito la laurea Magistrale in Scienze della Comunicazione e il Dottorato di Ricerca in Economia dell’Innovazione presso l’Università degli Studi di Torino e di Manchester, dal 2007 lavoro presso il Consorzio TOP-IX sviluppando progetti e politiche per l'innovazione e aiutando nascita e sviluppo di startup innovative. 

Sono fellow del Centro NEXA per Internet & Società del Politecnico di Torino con cui ho collaborato alla nascita di Creative Commons Italia e del movimento Open Data europeo.
All'interno della mia esperienza accademica ho svolto attività di ricerca e insegnamento in economia della conoscenza ed economia e management dell’innovazione presso l’Università di Torino, l’Università di Manchester, i politecnici di Torino e di Milano. 
Sono membro del Comitato Strategico per l’Innovazione del Gruppo IREN e del Comitato Tecnico Scientifico di OpenCoesione, progetto del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica della Presidenza del Consiglio.  
Sono stato consigliere del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Francesco Profumo e ho realizzato progetti di innovazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, sotto il governo Letta, e con il Ministero degli Affari Esteri, sotto il Min. Bonino. 
Sono membro del Tavolo Permanente per l’Innovazione e l’Agenda Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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Epifani
Come si misura il ROI - Return on investment dell'open data pubblico?

A rispondere alla domanda “Come si misura il ritorno sull’investimento in open data?” è Stefano Epifani che specifica che non esistono metriche per il ROI né per la performance in materia di open data. Ma aggiunge: “si può misurare quanto l’open data fa variare la performance della pubblica amministrazione”. A partire dai parametri “classici” di efficienza, efficacia e produttività suggerisce che un primo bilancio potrebbe aversi su due piani: da un lato l’aumento del ciclo di vita del dato, dall’altro l’impatto sociale in termini di aumento del livello del servizio e, in ultima analisi, dell’occupazione. Per spiegare meglio, riporta una serie di esempi ripresi dal contesto statunitense.

Stefano Epifani Professore di Sociologia e Comunicazione - Sapienza Università di Roma Biografia Vedi atti

Si occupa della progettazione di modelli, strumenti ed applicazioni di knowledge management ed information design finalizzati a favorire i processi di innovazione nelle organizzazioni complesse attraverso il ricorso a soluzioni basate su sistemi IT.

E' docente di Tecnologie applicate alla Comunicazione d’Impresa alla Sapienza, Università di Roma e di Produzioni Multimediali all’Università di Urbino Carlo Bo. È  Direttore del portale TechEconomy.it, dedicato all’impatto delle tecnologie al business ed alla comunicazione.  

È consulente di numerose organizzazioni pubbliche e private (tra le quali Anci, Ancitel, Formez, DigitPA, Ministero dell’Istruzione e della Ricerca, Regione Lombardia, Regione Marche, Regione Lazio, Telecom Italia, Poste Italiane, IBM, Microsoft).

Collabora con organismi di ricerca nazionali (Enea, CNR) ed internazionali (Fraunhofer Institute in Germania, Eafit in Colombia). Fa parte di diversi tavoli istituzionali dedicati all’introduzione di sistemi e strumenti di Information & Communication Technology nella Pubblica Amministrazione ed è tra gli estensori dei Vademecum pubblicati da DigitPA per supportare le Amministrazione Pubbliche nell’adozione di modelli e processi operativi orientati al Digitale (Open Government, Comunicazione on-line, Social networking).

È autore di diversi testi, tra i quali: Manuale di comunicazione politica on-line (Istituto di Studi Politici San Pio V, 2011); Decidere l’Innovazione (Sperling & Kupfer, 2006); Learning Community: modelli collaborativi di gestione della conoscenza (Franco Angeli, 2004); Business Community: gestire il capitale intellettuale nell’economia della conoscenza (Franco Angeli, 2003); Internet per chi scrive (Gruppo Editoriale Jackson, 1996).

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Questione Time

Intervengono

Belisario
APPSFORITALY, il contest sui dati liberati dalle amministrazioni italiane

L’Associazione Italiana per l’Open Government, dalla sua nascita, si è impegnata principalmente nell’”apostolato” dal basso dell’open data pubblico, in mancanza di una strategia nazionale.  Ernesto Belisario lancia ora la prossima iniziativa: un vero e proprio contest, un APPSFORITALY per vedere, seguendo la linea adottata dal sindaco di Toronto “cosa succede se metti i dati on line”. Per fare questo, però, spiega è necessario dare un tempo alle amministrazioni per mettere on line i dati, perché in Italia sono ancora pochi. L’appuntamento dunque, per imprese, cittadini e sviluppatori è a settembre, quando si avrà on line il maggior numero di dataset pubblici possibile. Per questo il primo invito è rivolto proprio alle amministrazioni pubbliche: “nei prossimi mesi, liberate almeno un set di dati”.

Ernesto Belisario Studio Legale E-Lex Biografia Vedi atti

Avvocato, specializzato in diritto amministrativo ed esperto di diritto delle tecnologie. Ha scritto i libri “La nuova Pubblica Amministrazione Digitale”, “Diritto tra le nuvole: profili giuridici del cloud computing” ed è coautore – tra gli altri – dei testi “I siti web delle Pubbliche amministrazioni” e “Come si fa open data”. È stato Vice Presidente dell’Associazione “Digital Champions” e Segretario Generale dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione.

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Scano
Perché IWA Italy partecipa al contest APPSFORITALY

Roberto Scano spiega quale è il ruolo di IWA Italy nel contest APPSFORITALY, presentato nel corso del convegno. “Il contributo di IWA  - spiega - è importante perché parlando di open government data non si può prescindere dalla definizione internazionale degli standard, a cui IWA partecipa”. In particolare sottolinea il lavoro intrapreso dal gruppo di lavoro, in ambito W3C, dedicato al Government linked data, con l’obiettivo di produrre un dizionario comune a Paesi diversi, con  la possibilità di avere a disposizione una repository internazionale. La Raccomandazione W3C, anticipa, sarà rilasciata nel marzo 2012.

Roberto Scano Presidente - IWA Italy Biografia Vedi atti

Roberto Scano si occupa di informatica dallo scorso millennio. Coordinatore EMEA dell’associazione internazionale dei professionisti del Web (IWA/HWG) e presidente della sezione italiana (IWA ITALY). Partecipa ad attività di sviluppo di specifiche tecniche all’interno del consorzio W3C, in particolare per l’inclusione digitale (co-autore delle WCAG 2.0 e delle ATAG 2.0). Si occupa dello sviluppo di norme tecniche in materia di accessibilità ed ergonomia sia per organizzazioni internazionali (CEN/ISO, TEITAC - Governo Statunitense, Commissione Europea) che per realtà nazionali (UNI/UNINFO, Governo Italiano). Sempre in ambito di norme tecniche, ha avviato le attività di IWA/HWG in materia di riconoscimento delle professionalità ICT all’interno del CEN, per la tematica degli skill profiles come previsto dall’agenda digitale europea. Saltuariamente svolge attività di consulente tecnico d’ufficio (CTU) per il tribunale civile di Venezia.

Ha partecipato alla stesura delle linee guida ABI (Associazione Banche Italiane) per l’accessibilità dei servizi di home banking e del mobile banking, ai gruppi The European Design for All e-Accessibility Network (EDeAN) e della Commissione Europea in materia di e-inclusion, nonché al gruppo di lavoro CNIPA che ha sviluppato le regole tecniche di applicazione della legge 04/2004. In materia di accessibilità ha pubblicato quattro opere considerate i pilastri per la formazione (scolastica e non) in materia  di accessibilità del Web. Una di tale opere, rilasciata successivamente con licenza creative commons (CC) è diventata il manuale di riferimento per la verifica dei siti Web delle PA. Consulente in materia di accessibilità per la Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie, ha ideato il sistema di e-partecipation per le segnalazioni di mancata accessibilità dei siti Web delle PA (accessibile.gov.it) ed ha partecipato alle attività di aggiornamento dei requisiti tecnici della legge 4/2004 in qualità di coordinatore di un sottogruppo di lavoro. Ha svolto attività di consulenza per realtà governative quali CNIPA, Formez PA, Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione. Co-autore di manuale applicativo dedicato alle linee guida per i siti Web pubblici,  svolge attività di formazione in materia di accessibilità e comunicazione istituzionale per pubbliche amministrazioni ed aziende a qualsiasi livello. Partecipa come staff dell’ufficio di gabinetto del MIUR in materia di e-inclusion alle attività della “Cabina di Regia” del Governo Italiano.

Per ulteriori informazioni http://robertoscano.info/about.

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Benussi
APPSFORITALY, il commitment di Consorzio Top IX

Lorenzo Benussi  spiega il commitment del Consorzio Top IX nell’iniziativa APPSFORITALY, il contest lanciato nel corso del convegno per lo sviluppo di applicazioni a partire dai set di dati liberati dalle pubbliche amministrazioni italiane. “A partire dagli esperimenti già fatti su Torino – spiega – siamo convinti che da questo contest verranno idee, applicazioni e nuove partnership interessantissime”. E apre l’invito per amministrazioni, aziende e singoli sviluppatori a partecipare.

Lorenzo Benussi Advisor for Digital Policy - Consorzio TOP - IX Biografia Vedi atti

Dopo aver conseguito la laurea Magistrale in Scienze della Comunicazione e il Dottorato di Ricerca in Economia dell’Innovazione presso l’Università degli Studi di Torino e di Manchester, dal 2007 lavoro presso il Consorzio TOP-IX sviluppando progetti e politiche per l'innovazione e aiutando nascita e sviluppo di startup innovative. 

Sono fellow del Centro NEXA per Internet & Società del Politecnico di Torino con cui ho collaborato alla nascita di Creative Commons Italia e del movimento Open Data europeo.
All'interno della mia esperienza accademica ho svolto attività di ricerca e insegnamento in economia della conoscenza ed economia e management dell’innovazione presso l’Università di Torino, l’Università di Manchester, i politecnici di Torino e di Milano. 
Sono membro del Comitato Strategico per l’Innovazione del Gruppo IREN e del Comitato Tecnico Scientifico di OpenCoesione, progetto del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica della Presidenza del Consiglio.  
Sono stato consigliere del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Francesco Profumo e ho realizzato progetti di innovazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, sotto il governo Letta, e con il Ministero degli Affari Esteri, sotto il Min. Bonino. 
Sono membro del Tavolo Permanente per l’Innovazione e l’Agenda Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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Conclusioni

Belisario
Intervento di chiusura al convegno PA.05 "L’open data: dalle parole ai fatti"
Ernesto Belisario Studio Legale E-Lex Biografia

Avvocato, specializzato in diritto amministrativo ed esperto di diritto delle tecnologie. Ha scritto i libri “La nuova Pubblica Amministrazione Digitale”, “Diritto tra le nuvole: profili giuridici del cloud computing” ed è coautore – tra gli altri – dei testi “I siti web delle Pubbliche amministrazioni” e “Come si fa open data”. È stato Vice Presidente dell’Associazione “Digital Champions” e Segretario Generale dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione.

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