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Programma Congressuale

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  da 15:00 a 17:30

La valutazione in atto: le prime esperienze di applicazione della riforma e prospettive future. (Un momento di confronto nazionale per gli Organismi Indipendenti di Valutazione) [ B.06 ]

(in collaborazione con AIV)

La Riforma Brunetta ha segnato una decisa discontinuità rispetto al passato attraverso l’affermazione di alcuni principi cardine quali valutazione, merito e trasparenza. Certamente si è avviato un percorso di medio periodo in cui le prime esperienze di applicazione possono rappresentare un riferimento importante per il futuro e permettere una rilettura pro-attiva della norma per tutti gli Organismi Indipendenti di Valutazione.

 “La riforma del settore pubblico”– scrive Geert Bouckaert nella prefazione del volume Valutare la pubblica amministrazione: tra organizzazione e individuo. Visioni dei valutatori italiani per performance e competitività (collana AIV, FrancoAngeli 2010) – “dovrebbe essere condivisa e partecipata dalla società”. E’ pertanto doveroso prima che opportuno interrogarsi per analizzare lo stato di applicazione della riforma e per approfondire quanto gli stessi principi cardine siano condivisi, nell’immaginario e soprattutto nelle pratiche, con la consapevolezza che, per elevare la pubblica amministrazione italiana, occorre liberarla da pesi che più che normativi sono innanzitutto organizzativi e comportamentali. Naturalmente oggi parliamo di valutazione possibile e non ideale dell’intera politica di riforma, con l’obiettivo di far emergere le resistenze e gli effetti indesiderati delle pratiche, per essere più produttivi facendo cose utili.

Il Convegno si propone come una occasione di confronto in cui i protagonisti sono i neo-costituiti OIV, per una riflessione partecipata sulle criticità e - soprattutto - sulle opportunità della riforma.

Programma dei lavori

Introduce e Coordina

Urbani
A che punto è la valutazione? Ruolo e funzione degli OIV

 

Giovanni Urbani introduce il convegno dedicato allo stato dell’arte dei meccanismi di valutazione innescati dalla Riforma Brunetta. Essere più produttivi facendo cose utili, è la scommessa che individua Urbani, identificando nelle difficoltà di applicazione la maggiore criticità del processo in corso. Il ruolo degli Organismi Indipendenti di Valutazione viene affrontato da Urbani all’interno di un panorama che vede nella ricerca di standard qualitativi e nel superamento di un’eccessiva concentrazione sulle performance individuali a beneficio di valutazioni maggiormente incentrate sull’organizzazione i prossimi obbiettivi da raggiungere.

Giovanni Urbani Associazione Italiana Valutazione Biografia Vedi atti

Giovanni Urbani, manager pubblico e valutatore mantovano, è esperto di competitività del sistema produttivo ed infrastrutturale, organizzazione e valutazione nella PA.

Già “Segretario Nazionale” dell’Associazione Italiana di Valutazione (AIV) e “coordinatore nazionale dei valutatori delle performance pubbliche”, collabora da decenni con diversi atenei.

Dopo essere stato iscritto al Registro Nazionale dei Valutatori Professionisti (CESP), oggi lo è nell’Elenco Nazionale degli Organismi Indipendenti di Valutazione (OIV) nella fascia massima prevista dal Dipartimento della Funzione Pubblica (F3).

E’ membro dell’Associazione Nuova Etica Pubblica e collabora con l’agenzia nazionale per l’amministrazione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Nel 2008 gli è stata conferita l’onorificenza di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana (O.M.R.I.) dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

Recentemente, il 27 dicembre 2017, gli è stata conferita l’Onorificenza di Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana (O.M.R.I.) dal Capo dello Stato Sergio Mattarella. Ha scritto vari saggi per volumi collettanei e articoli su riviste specializzate ed è editorialista di alcuni quotidiani economici nazionali. È autore di Zitomir (E.I.L., Milano, 1983), di Dalla vecchia alla nuova globalizzazione (FrancoAngeli, Milano, 2002), di Un territorio meraviglioso (Mondadori, Milano, 2004), di Sviluppo, insieme (FrancoAngeli, Milano, 2007), di Valutare la sicurezza delle imprese (FrancoAngeli, Milano, 2008) e di Valutare le pubbliche amministrazioni: tra organizzazione ed individuo (Franco Angeli, Milano, 2010). E’ portatore sano di cultura della valutazione nel settore pubblico.

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Relazioni

Ruffini
La valutazione in Regione Lombardia

 Renato Ruffini presenta l’esperienza dell’OIV in Regione Lombardia, dove il processo  valutativo si basa su un forte legame con la programmazione. All’interno delle Aree di Programmazione infatti vengono delineati – con la partecipazione di tutti i dirigenti – gli obbiettivi a cui viene collegata la successiva valutazione del ciclo della performance, mantenendo così una sostanziale omogeneità del sistema. Non bisogna ricominciare sempre da zero, avverte Ruffini riferendosi alla messa a frutto delle esperienze passate, e – continua – è fondamentale considerare le relazioni interne come la base su cui costruire l’intero sistema di organizzazione e valutazione delle performance. 

Renato Ruffini Componenete unico OIV - Regione Lombardia Biografia Vedi atti

Professore presso la facoltà di Economia dell’Università C. Cattaneo. Responsabile degli insegnamenti di economia aziendale e contabilità, economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche. Direttore del Centro di Ricerca sulle pubbliche amministrazioni (Cepa) dell’Università C. Cattaneo – LIUC di Castellanza. Direttore della rivista RU – risorse umane nella PA Maggioli editore (dal 2004) Membro del comitato scientifico delle riviste "Azienda pubblica", “Azienditalia”; Sanità pubblica e privata. Giornalista pubblicista, collaboratore con il Sole 24 Ore sui temi relativi alla pubblica amministrazione.

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Panzironi
La valutazione necessaria nel sistema scolastico

 Germana Panzironi spiega come una valutazione sistemica in ambito scolastico, a lungo ostacolata in nome di una male interpretata libertà di insegnamento, sia necessaria per uno sviluppo virtuoso del sistema. A differenza di molti altri Paesi europei, che sin dagli anni ’80 hanno adottato solidi sistemi di valutazione dell’istruzione pubblica, l’Italia è ancora in una fase sperimentale. Durante il Ministero Gelmini ci si è finalmente iniziati a muovere lungo tre assi principali: valutazione del corpo docente e dei dirigenti scolastici, misurazione dei livelli di apprendimento in relazione alla definizione di standard almeno nazionali, valutazione di impatto dell’azione educativa.

Germana Panzironi Capo Ufficio Legislativo - Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Biografia Vedi atti

Germana Panzironi nasce a Roma il 29 ottobre 1962. Si laurea in Giurisprudenza presso l' Università " La Sapienza" di Roma con tesi in diritto civile con il massimo dei voti. Nel 1986 supera il Concorso nell'Avvocatura dello Stato, svolgendo funzioni di Procuratore dello Stato nelle sedi di Bologna e di Roma, nel 1991 a seguito del superamento dei concorsi per Magistrato del TAR e per Avvocato dello Stato opta per la magistratura amministrativa e presta servizio presso il TAR Puglia, il TAR Liguria , il TAR Campania e il TAR Lazio.
Ha svolto in questi anni funzioni di
: Docente presso la Scuola superiore della pubblica amministrazione, presso la Scuola tributaria - "Ezio Vanoni", presso l'Università degli Studi di Roma "Roma 3," presso il CEIDA e nei corsi di qualificazione delle amministrazioni locali del Lazio e dei dipendenti pubblici di Paradigma, di Optime e di ITA; Assistente dei Professori Irti e Masi nei corsi universitari di Diritto privato. Incarico di studio presso L'ENEA in materia di contrattazione collettiva; Membro della Commissione di riforma dell'UNIRE presso il Ministero delle finanze; Componente della Commissione di Garanzia dell'Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni e nelle Comunicazioni; Segretario Generale presso l'Ufficio del Garante per l'Editoria e la Radiodiffusione in posizione di fuori ruolo; Presidente della commissione di Censura cinematografica; Presidente di Collegi arbitrali;Consigliere giuridico presso l'Ufficio legislativo del Ministero dell'Ambiente, presso l'Ufficio legislativo del Ministero dell'Industria, presso l'Ufficio legislativo del Ministero delle Finanze in posizione di fuori ruolo, presso l'Ufficio legislativo del Ministero dell'Economia e delle Finanze, presso il Dipartimento degli affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri, coordinatore del settore economicofinanziario; Vice Capo Dipartimento presso il dipartimento degli affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei ministri; Vice Capo di Gabinetto del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione; Capo Ufficio legislativo del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione e del Ministro dell'istruzione, dell' università e della ricerca; Relatore ai Convegni presso l'Università "Roma 3", "Impresa e organismo di diritto pubblico"- " Semplificazione e qualità della regolazione", presso il Consiglio di Stato "La riforma della legge sul procedimento", presso il Tar di Napoli organizzato dall'Ordine degli Ingegneri "Project Financing", presso la Scuola superiore della pubblica amministrazione "Class action" e sulla riforma Brunetta della P.A.

In materia di pubblicazioni, ha collaborato alla redazione della Rivista dell'Arbitrato, diretta dal Prof. Fazzalari e alla redazione della Rivista "Diritto e Pratica amministrativa " de "Il Sole 24 ore"; coautrice nella pubblicazione collettiva a cura del Prof. Natalino Irti "In materia di formalismo nelle leggi speciali" e nella pubblicazione de " Il Trattato sul Codice degli Appalti"; autrice nella Rivista di "Diritto Amministrativo" della nota "Organismo di diritto pubblico nel diritto comunitario attuale" e nella Rivista di "Diritto Amministrativo" della nota "Aspetti economici dell'AIR."

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Carabba
Il CNEL e la valutazione delle prestazioni finali erogate dalle PPAA

 L’art. 9 del D.lgs. 150/09 attribuisce al CNEL il compito di stendere una relazione annuale sulla qualità delle prestazioni finali rese dalle amministrazioni ai cittadini e alle imprese. Manin Carabba sottolinea come, se la Corte dei Conti riferisce principalmente al Parlamento e la CiVIT al Governo, il CNEL abbia il compito di parlare alle forze sociali. Fondamentale è infatti il contributo critico e propositivo che possono apportare le forze sociali intermedie, che grazie alla relazione potranno contare su validi indicatori qualitativi e quantitativi, il che potrebbe portare anche a una importante crescita della cultura statistica e economica all’interno delle PPAA.

Manin Carabba Consigliere - CNEL-Consiglio Nazionale Economia e Lavoro Biografia Vedi atti

Nato a Siena nel 1937, laurea in Giurisprudenza, Manin Carabba è Direttore del Centro Europa Ricerche – CER e Direttore della Rivista Giuridica del Mezzogiorno della SVIMEZ. 

Magistrato dal 1977 al 2004, Professore di Diritto Amministrativo, è stato Direttore dell’Istituto di Studi di Programmazione Economica (ISPE) e Presidente di sezione della Corte dei Conti dal 1995 al 2004. 
Presidente onorario della Corte dei Conti dal 2004, è Consigliere della SVIMEZ. 
Dal 2011 è nel Comitato di Presidenza della SVIMEZ, con l'incarico di proseguire e sviluppare la riflessione dell’Associazione sulla dimensione giuridico-istituzionale più opportuna per recuperare operatività ed efficacia delle politiche di sviluppo ai vari livelli territoriali.

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Martone
Gli attori in campo nei processi valutativi dopo il Dlgs.150/09

 Il presidente della CiVIT sottolinea come la Commissione abbia principalmente un compito di coordinamento delle diverse realtà presenti a livello di PA centrale e locale. Martone, ripercorrendo i processi storici che hanno preceduto la riforma Brunetta, approfondisce i ruoli diversi dei soggetti coinvolti nei processi di valutazione delle performance individuali e organizzative: il suo intervento spazia dai compiti degli Organismi Indipendenti di Valutazione al non sempre semplice rapporto tra Ministero del Tesoro e Dipartimento della Funzione Pubblica. 

Antonio Martone Componente - CiVIT Vedi atti

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Vergani
Attivare la valutazione ex-decreto 150/2009: riflessioni da un primo ‘giro’ (nel parco)

 

Alberto Vergani è Presidente dell’Associazione Italiana di Valutazione, nonché Responsabile dell’OIV del Parco Nazionale della Val Grande. Proprio da quest’ultima esperienza Vergani parte per un intervento incentrato sulle considerazioni di tipo metodologico preliminari all’azione di valutazione. Quattro sono le dimensioni della valutazione su cui si sofferma la sua analisi: quella tecnica/metodologica, quella relativa al contenuto, i problemi di cultura organizzativa e le dinamiche relazionali e partecipative. 

Alberto Vergani Componente OIV - Ente PArco Nazionale della Val Grande Biografia Vedi atti

Sociologo, è laureato in Scienze Politiche ad indirizzo Economico ed in Sociologia. Svolge attività di valutazione, ricerca e assistenza tecnica nell'area della formazione (iniziale e continua;  per adolescenti, giovani e per adulti), dell’istruzione, dei servizi per il lavoro e per l’impiego, dello sviluppo locale e dei servizi alla persona in generale: in questi ambiti collabora stabilmente da più di 20 anni con Province e Regioni, enti ed agenzie formative, università, organismi pubblici e privati di ricerca a livello nazionale e internazionale. E’ stato dirigente a contratto dell’area Fomazione Professionale della Provincia di Milano. E’ docente all’università di Milano-Cattolica dopo avere insegnato a Genova e Brescia: è anche docente in corsi Master e di perfezionamento di livello universitario. E’ attualmente Presidente della Associazione Italiana di Valutazione e OIV dell’Ente Parco Nazionale della Val Grande (VB). E’ autore di volumi e saggi sui temi della valutazione delle politiche e dei programmi di Welfare, della progettazione formativa e del rapporto tra sistemi educativi territoriali e contesti socio-economici.

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Marra
Sapere organizzativo e fattori istituzionali. Quali opportunità e quali vincoli all’istituzionalizzazione della valutazione

 Mita Marra analizza le problematiche relative alla strutturazione degli OIV nella PA italiana alla luce della sua esperienza di valutazione alla Banca Mondiale e in altre importanti strutture internazionali. La questione centrale è il modo in cui le informazioni acquisite con la valutazione possono portare  a un miglioramento del rendimento della macchina organizzativa. Perché questo avvenga bisogna costruire legittimazione istituzionale dei valutatori rispetto alle linee di responsabilità formali e informali interne agli enti. Le funzioni di valutazione acquistano legittimità principalmente attraverso la gestione autonoma delle risorse, la selezione indipendente degli studi tematici, le scelte riguardo alla raccolta dei dati e le modalità di redazione dei rapporti finali.

Mita Marra Docente di Analisi delle Politiche Pubbliche - Dipartimento di Scienze economiche e statistiche - Università degli Studi di Salerno Biografia Vedi atti

Mita Marra è ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione dell'Università di Salerno e insegna Analisi delle Politiche Pubbliche e Scienza dell'Amministrazione. E' stata Visiting Scholar presso la George Washington University (2010) e l'Università di Maastricht (2006). Ha svolto attività di consulenza per la Banca mondiale (1998-2003), le Nazioni Unite (2007-2009), la Regione Puglia e Molise (2008-2009), il Formez (2002-2004) e la Fondazione G. Brodolini (2007-2009). Ha ottenuto la laurea in Economia presso l'Università di Napoli "Federico II"  nel 1995, il Master of Arts in International Relations presso la Johns Hopkins University (Washington DC, USA) nel 1998 e il PhD in Public Policy presso la George Washington University (Washington DC, USA) nel 2003. Dal 2013 è presidente dell'Associazione italiana di valutazione (AIV).

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Dibattito e Quesiti

Contributi

Ruggiero
Obiettivo 2014: istituzionalizzare il “sistema di valutazioni” nel comparto ricerca

 Giampiero Ruggiero, componente OIV del CNR, presenta un documento di analisi dei dati finora disponibili e delineazione di prospettive per l’introduzione di un sistema organico di valutazione nel comparto ricerca. Queste le premesse: la ricerca pubblica è per definizione “libera”, va oltre la norma. Ma pur sempre rientra nel novero di quelle attività svolte da una pubblica amministrazione che bisogna valutare. La cultura della valutazione negli enti di ricerca è viva e presente. Oggi però è prevalentemente orientata ai risultati dell’attività di ricerca, quello che manca è un sistema di misurazione e valutazione dell’attività della gestione

Gianpiero Ruggiero OIV - CNR Biografia Vedi atti

Laureato in Economia all’Università Cattolica di Milano, successivamente consegue il Master in Ingegneria dell’Impresa all’Università di Roma Tor Vergata. Dal 2011 al 2017 ha diretto la Struttura Tecnica Permanente del CNR, durante i quali ha realizzato due indagini sul benessere organizzativo, ha implementato il sistema di valutazione degli ambiti comportamentali tramite la metodologia “feedback 360”, ha curato lo svolgimento di due edizioni del “Premio per l’Innovazione” con il patrocinio del Dipartimento della Funzione Pubblica, ha implementato il Progetto “S.I.GE.O.” (Sistema Informatico di Gestione degli Obiettivi) al quale FORUM PA ha conferito un riconoscimento nell’ambito della PA senza carta relativo al Bando “10x10 – 100 Progetti per cambiare la PA”. È attualmente Presidente dell’OIV dell’INRiM e in precedenza componente dell’OIV del Consiglio Nazionale delle Ricerche. È curatore editoriale del volume “Prospettive di Performance Management in un Ente Pubblico di Ricerca”.

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Atti di questo intervento

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