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La formazione dei dipendenti pubblici tra riforma e manovra: come gestire e condividere la conoscenza in modo snello ed efficace [ B.13 ]

Il taglio dei fondi per la formazione pubblica disposto dal d.lgs. 78/2010 e il percorso di razionalizzazione e pianificazione definito dalla Direttiva 10/2010 del Ministro per la p.a. e l’innovazione. I nuovi ruoli del Dfp, della Sspa, del Formez e della Scuole delle Amministrazioni, con particolare riferimento all’identificazione dei fabbisogni e dell’offerta formativa, alla definizione dei piani annuali e dei sistemi di valutazione della qualità degli interventi

Programma dei lavori

Il nuovo ruolo della formazione pubblica e la gestione della conoscenza

Introduzione

Tronti
La formazione dei dipendenti pubblici tra riforma e manovra

Leonello Tronti introduce il convegno su “La formazione dei dipendenti pubblici tra riforma e manovra” lanciando lo spunto centrale di riflessione: la necessità di contemperare due spinte, da una parte la spinta al cambiamento imposta alla riforma, che richiede formazione e sviluppo di nuove competenze, dall’altra la spinta al contenimento dei costi, che si è esercitata in modo drastico con l’articolo 6 comma 13 del d.l. 78/2010 (manovra economica) che ha disposto un taglio del 50% rispetto al 2009 delle spese per la formazione dei dipendenti pubblici. Cosa stanno facendo le amministrazioni a livello centrale e locale per contemperare queste due spinte? Tronti si sofferma sulla Direttiva 10/2010 del Ministro per la PA e l’Innovazione, che ha cercato di definire meglio l’area della formazione soggetta al taglio e di interpretare positivamente la manovra, individuando come obiettivo il mantenimento e miglioramento delle attività formative pur con le minori risorse a disposizione. Per raggiungere questo obiettivo, sottolinea Tronti, il Dipartimento della Funzione Pubblica, la Scuola superiore di pubblica amministrazione, le altre Scuole delle amministrazioni e il Formez hanno quindi avviato un percorso di razionalizzazione e pianificazione dei fabbisogni e dell’offerta formativa. Tronti illustra questo percorso, in particolare la rivisitazione dei piani annuali di formazione del personale.

Leonello Tronti Direttore Ufficio per la formazione del personale delle pubbliche amministrazioni - Dipartimento della funzione pubblica - Vedi atti

Atti di questo intervento

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Interventi

Tria
Quale formazione per la PA riformata: meno risorse e innovazione dei processi e delle strutture

Come si affronta il taglio delle risorse destinate alla formazione nella pubblica amministrazione? Accettando prima di tutto il fatto che è necessario un cambiamento, anche perché i fondi non verranno ripristinati e, quindi, innovando l’organizzazione interna delle strutture che si occupano di formazione. Questa la riflessione di Giovanni Tria che sottolinea come l’innovazione del processo formativo rientri nel quadro più generale della riforma della PA. Fondamentale, in questo contesto, è il coordinamento tra la Scuola superiore di pubblica amministrazione, le altre Scuole delle amministrazioni e i diversi Uffici che si occupano di formazione, soggetti che finora hanno lavorato in modo isolato e indipendente gli uni dagli altri. Un adeguato coordinamento porta a un maggiore risparmio, meno sprechi e alla razionalizzazione delle risorse. Si deve poi individuare un modello di formazione adatto ai nuovi percorsi innovativi tracciati dalla riforma, con un rafforzamento delle capacità tecniche, operative e giuridiche dei dirigenti.

Giovanni Tria Presidente - SNA Biografia Vedi atti

Giovanni Tria, nato il 28 settembre 1948 laureato in Giurisprudenza nel 1971 all'Università di Roma "La Sapienza", Professore ordinario di Economia politica all’Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" con oltre 40 anni di esperienza professionale ed accademica come esperto di sviluppo economico, contributo del capitale pubblico alla crescita, ruolo della governance e delle istituzioni nei processi di crescita.

Dal dicembre 2017 al maggio 2018 Preside della Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. 
Già Presidente della SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione, è stato Co-direttore del Master in Economia dello Sviluppo e Cooperazione Internazionale e Direttore del CEIS - Center for Economics and International Studies dell’Università degli Studi di Roma "Tor Vergata", Membro dell'OECD Innovation Strategy Expert Advisory Group, Vice Chair dell’ICCP - Committee for Information, Computer and Communication Policy e Membro del Consiglio di Amministrazione dell’ILO – International Labour Organization.

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Cazzella
La formazione dei dipendenti pubblici tra riforma e manovra: l'esperienza della Scuola Superiore dell'Amministrazione dell'Interno

La relazione di Giulio Cazzella riporta l’esperienza della Scuola Superiore dell'Amministrazione dell'Interno (SSAI), scuola non solo per dirigenti ma anche per quadri intermedi, a seguito del forte ridimensionamento della spesa per la formazione dei pubblici dipendenti disposto dal decreto legge n. 78/2010 (non oltre il 50 % della spesa sostenuta nell’anno 2009). Questo provvedimento tuttavia, secondo Cazzella, oltre a imporre un vincolo ha offerto alla SSAI anche un’opportunità, quella di ridisegnare il processo formativo, anche grazie alla collaborazione dimostrata dalle organizzazioni sindacali del personale. Il principale provvedimento adottato è la riduzione della didattica frontale a favore di una progressiva introduzione di programmi di formazione a distanza (“e-learning”). Molto importante anche l’attivazione del  partenariato con altre Scuole e Istituzioni di alta cultura per migliorare e incrementare l’offerta formativa.

Giulio Cazzella Direttore - Scuola Superiore dell'amministrazione dell'Interno Vedi atti

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Gasparri
La formazione dei dipendenti pubblici tra riforma e manovra: l'esperienza della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Alessandra Gasparri racconta come ha reagito la Presidenza del Consiglio dei Ministri al taglio delle spese per la formazione dei pubblici dipendenti disposto dal decreto legge n. 78/2010. Dopo l’inevitabile choc iniziale dovuto al taglio drastico, si è cercato di riorganizzare i processi di formazione attraverso una diversa organizzazione interna che consentisse di mantenere elevati standard di qualità. L’amministrazione ha scelto quindi di predisporre un programma di formazione interna vasto e articolato. Questa scelta, attraverso il coinvolgimento e la responsabilizzazione dei dirigenti, ha consentito di risolvere anche un problema preesistente, ovvero il fatto che non tutti i dirigenti avessero la stessa sensibilità e attenzione al tema della formazione del personale. Ora i dirigenti di ciascun dipartimento devono non solo predisporre un piano formativo per i propri dipendenti, ma essere essi stessi docenti e mettere le proprie capacità a disposizione di tutti. Vengono così sfruttate al massimo le competenze interne dei dirigenti, tutto il personale è coinvolto nella formazione e si valorizza l’interazione e la condivisione tra i diversi dipartimenti.

Alessandra Gasparri Direttore dell’Ufficio di Programmazione delle Politiche di Gestione e Formazione del Personale - Presidenza del Consiglio dei Ministri Vedi atti

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Mangani
La formazione dei dipendenti pubblici tra riforma e manovra: l'esperienza di Civilscuoladife

Civilscuoladife (Scuola di formazione e perfezionamento del personale civile della Difesa) ha già siglato un accordo con la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione (SSPA) per collaborare alla realizzazione di attività formative destinate ai dirigenti e funzionari del Ministero delle Difesa e agli ufficiali delle Forze Armate. È proprio questo sforzo di coordinamento che Massimo Mangani sottolinea parlando di come affrontare il taglio delle spese per la formazione dei pubblici dipendenti disposto dal decreto legge n. 78/2010. In particolare, Mangani propone di sviluppare una rete, coordinata dalla SSPA, di tutte le scuole e degli istituti che si occupano di formazione per la PA. Obiettivi principali: ottimizzare le risorse e gli investimenti, consentendo di partecipare ai corsi organizzati dalle diverse scuole il personale dipendente della PA indipendentemente dall’amministrazione di appartenenza; fare sistema per accedere ai fondi per la formazione messi a disposizione dall’Unione Europea.

Massimo Mangani Direttore - Civilscuoladife - Scuola di formazione e perfezionamento del personale civile della Difesa Vedi atti

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Amalfitano
La formazione dei dipendenti pubblici tra riforma e manovra: l'esperienza di FormezItalia

“Fare di necessità virtù, se ci sono pochi soldi cerchiamo di spenderli meglio”. Questa il motto usato da Secondo Amalfitano per commentare il taglio delle spese per la formazione dei pubblici dipendenti disposto dal decreto legge n. 78/2010. Amalfitano nella sua relazione racconta cosa sta facendo FormezItalia per ottimizzare le spese e garantire la formazione, migliorando l’efficienza complessiva della PA. Porta come esempio l'esperienza di FormezItalia con i 534 neo assunti con il concorso al Comune di Napoli: i nuovi dipendenti, assunti part-time per i primi sei mesi, si impegnavano a frequentare 720 ore di formazione. Il Comune di Napoli, praticamente a costo zero, dopo sei mesi si troverà con 534 unità di personale formato sulla effettiva necessità degli uffici e servizi a vantaggio di una maggiore efficienza dell’Ente. Inoltre, diventa effettivo il concetto di “periodo di prova” perché nei primi sei mesi i dipendenti sono stati sottoposti ad un sistema di valutazione intermedio e ad una valutazione finale. Il momento formativo deve tornare ad essere un momento fondamentale per l’amministrazione - conclude Amalfitano - solo così si garantisce efficacia ed efficienza nella PA.

Secondo Amalfitano Presidente - Formez Italia Biografia Vedi atti

Nato a Ravello il 4.8.51.

Ha ricoperto le cariche di: Amministratore Comunale di Ravello e Sindaco per due mandati; Consigliere e Assessore della Comunità Montana Penisola Amalfitana membro dell’Assemblea dell’ USL 49 di Amalfi; Coordinatore della Consulta Nazionale dei Piccoli Comuni dell’ANCI dal gennaio 2005 al luglio 2008; Membro della Conferenza Stato – Città ; Membro della Conferenza Unificata Stato-Autonomie Locali ; Vice Presidente di “Res Tipica srl” società ideata da ANCI per la valorizzazione dei territori italiani ; Membro del Comitato di Settore per il pubblico impiego; Membro del Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia Regionale della Basilicata per la gestione dell’Albo dei Segretari Comunali.

Attualmente ricopre i seguenti incarichi:  Consigliere per le Autonomie Locali del Ministro per la Pubblica Amministrazionee l’Innovazione Prof. Renato Brunetta; Consigliere di Amministrazione del Consorzio TEL.M.A.; Consigliere di Amministrazione  dell’Università Telematica Unitelma-Sapienza; Presidente di FormezItalia SpA.

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Garofani
La formazione dei dipendenti pubblici tra riforma e manovra: l'esperienza della SSPAL

La relazione illustra l’esperienza della SSPAL - Scuola Superiore Pubblica Amministrazione Locale, le cui attività sono rivolte ai Segretari Comunali e Provinciali, agli Amministratori locali e ai Dirigenti dell’Amministrazione locale. In questo ambiente, sottolinea Carlo Garofani, il taglio delle spese per la formazione dei pubblici dipendenti disposto dal decreto legge n. 78/2010 si è fatto sentire in maniera ancora più pesante, dato che gli enti locali avevano già subito tagli alla formazione. La relazione affronta tre aspetti che potrebbero pesare sull’ottimizzazione delle attività formative. Il primo aspetto è la rilevazione e l’analisi dei fabbisogni formativi per il miglioramento dell’offerta didattica (vengono portate come esempio le analisi svolte dalla SSPAL sui fabbisogni dei Segretari Comunali e Provinciali, realizzate in collaborazione con l'Università Bocconi, e l'analoga indagine rivolta ai Segretari dei Comuni piccoli e medi in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata). Gli altri due aspetti sono: la valutazione sul comportamento generato dall’intervento formativo, quindi un feedback sul valore aggiunto prodotto dalle attività della Scuola, e le esperienze di e-learning.

Carlo Garofani Vice Direttore Vicario - SSPAL - Scuola Superiore Pubblica Amministrazione locale Vedi atti

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Petri
La formazione dei dipendenti pubblici tra riforma e manovra: gli effetti sul sistema camerale

Il taglio delle spese per la formazione dei pubblici dipendenti disposto dal decreto legge n. 78/2010 ha portato a ridimensionare le attività dell’Istituto Tagliacarne, che progetta e organizza percorsi formativi per gli enti del Sistema camerale (ma anche per Pubblica Amministrazione ed Enti Locali, imprenditori, manager e neo-laureati). Per quanto riguarda il Sistema camerale il taglio alla formazione si è innestato su una situazione “critica” in quanto caratterizzata da una concomitanza di riforme: la riforma della PA e la riforma del Sistema camerale (Legge 580/93). Per rispondere alle esigenze delle Camere di commercio l’Istituto Tagliacarne ha scelto di puntare sull’offerta formativa via web, in particolare incentivando le web conference con lo strumento del CDT (Centro Didattico Telematico).

Francesca Petri Dirigente Area Formazione - Istituto G. Tagliacarne Vedi atti

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Palombelli
La formazione dei dipendenti pubblici tra riforma e manovra: l'esperienza dell'UPI

Più responsabilità, date le riforme intervenute negli ultimi anni, e meno risorse, visti i tagli che pesano sugli enti locali: questo il quadro che si presenta al sistema delle province, che ogni anno diminuisce la sua spesa di circa un miliardo di euro rispetto ai 15 miliardi del 2007. Gaetano Palombelli, nel riportare questi dati, sottolinea come i tagli non colpiscano solo gli sprechi ma anche i servizi. Per quanto riguarda la formazione, oltre al taglio delle spese disposto all’articolo 6 comma 13 del decreto legge n. 78/2010, Palombelli ricorda anche che, con la conversione dello stesso decreto legge, è stata abolita l’Agenzia autonoma per la gestione dell’albo dei segretari comunali e provinciali che era stata istituita dalla L.127/97 unitamente alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale. La riorganizzazione del sistema Agenzia-scuola ha avuto conseguenze sul sistema delle autonomie. Le esigenze attuali evidenziate da Palombelli sono: maggiore coordinamento dei soggetti che si occupano di formazione a livello nazionale; investimenti sui compiti di assistenza tecnica, supporto e formazione a distanza; garanzia che al vertice delle amministrazioni locali ci siano soggetti formati e competenti, capaci di gestire l'ente in modo manageriale, ma per fare questo devono essere formati da un soggetto che non sia "scollato" dalle esigenze dell'ente.

Gaetano Palombelli Responsabile Area Istituzionale, Personale, Polizia Provinciale, Informazione comunicazione e-government, Statistica-Uff.Studi - UPI-Unione delle Province Italiane Biografia Vedi atti

Gaetano Palombelli, nato il 10/01/1966.

Responsabile Area Istituzionale, Personale, Polizia provinciale, Innovazione e Statistica dell’UPI

Laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Dottorato di ricerca presso l’Università di Perugia. Componente del Comitato di indirizzo per l’informazione statistica, del Tavolo nazionale dei Soggetti aggregatori per l’acquisto di beni e servizi, del Comitato di settore per il personale autonomie locali.

Rappresentante UPI nella Cabina di regia per l’attuazione del Patto per la semplificazione 2019-2021.

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D'Amato
La formazione dei dipendenti pubblici tra riforma e manovra: l'esperienza di ANCI

Annalisa D'Amato sottolinea come il taglio delle spese per la formazione dei pubblici dipendenti disposto dal decreto legge n. 78/2010 si sia inserito in un contesto in cui, al contrario, la domanda di formazione è molto forte, soprattutto da parte degli enti locali. Questi da una parte si trovano impossibilitati a un ricambio generazionale del personale, visto il blocco delle assunzioni, dall'altra devono tenersi al passo con continui cambiamenti normativi. Questo quadro richiede una reingegnerizzazione dei processi interni delle amministrazioni locali. I punti evidenziati da Annalisa D'Amato sono: il positivo sviluppo di iniziative di scambio di competenze tra i diversi Comuni sul territorio; l'apprezzamento alle iniziative di accompagnamento per il personale che si è appena inserito nella PA; l'esigenza di raccordare da una parte fabbisogni formativi ed offerta, dall'altra le molteplici offerte formative tra loro; l'esigenza di potenziare la formazione di tipo manageriale.
 

Annalisa D'Amato Responsabile Ufficio Politiche per il Personale e Relazioni Sindacali - ANCI Vedi atti

Atti di questo intervento

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Conclusioni

Naddeo
La formazione dei dipendenti pubblici tra riforma e manovra: quali spunti per garantire economicità ed efficacia

Antonio Naddeo tira le conclusioni del convegno su “La formazione dei dipendenti pubblici tra riforma e manovra” sottolineando come il taglio delle spese per la formazione dei pubblici dipendenti disposto dal decreto legge n. 78/2010 abbia stimolato e favorito l’ingegno dei soggetti impegnati nella formazione. Tante le idee e le esperienze emerse nel corso del convegno. Tra gli spunti di maggiore interesse: un maggiore sfruttamento dei fondi europei, l’ottimizzazione dei sistemi organizzativi, sistemi di formazione che accompagnano l’accesso, la formazione attraverso idonei strumenti tecnologici, l’autoformazione, il sistema del “baratto dei saperi” tra le diverse strutture. Tutte queste idee ed esperienze devono essere sviluppate insieme dai diversi soggetti coinvolti per garantire economicità ed efficacia della formazione pubblica.

Antonio Naddeo Capo - Dipartimento della Funzione Pubblica Biografia Vedi atti

Laureato in Economia e Commercio presso l’Università di Roma, è consigliere della Presidenza del Consiglio dei Ministri dal 2005 ed è stao Capo Dipartimento della Funzione Pubblica dal 2006 al 2014.

Entrato nella pubblica amministrazione nel 1989, mediante pubblico concorso, alla Ragioneria Generale dello Stato, dal 1995 al 1997 ha prestato servizio presso l’ARAN come esperto; dal 1997 è al Dipartimento della Funzione Pubblica.

Nel 1998 mediante pubblico concorso ha avuto la nomina di dirigente di II^ fascia e nel 2002 ha avuto il primo incarico di Direttore Generale. Tra gli altri titoli è dottore Commercialista e Revisore Ufficiale dei Conti.

 

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