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Programma Congressuale

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  da 15:00 a 17:30

Costruire il futuro: la sicurezza sociale dalla parte dei giovani [ NW.06 ]

(a cura di Covip)

 

L’evento parte dalla constatazione che il nostro sistema pensionistico è stato profondamente modificato. I motivi principali di questi cambiamenti sono stati il progressivo aumento della durata della vita media (che determina di conseguenza un allungamento del periodo di pagamento delle pensioni) e il rallentamento della crescita economica (che causa una riduzione dell’ammontare dei contributi necessari a pagare le pensioni).

Tali modifiche fanno sì che, nel futuro, le nuove pensioni saranno via via  più basse in rapporto all’ultima retribuzione percepita (il cosiddetto “tasso  di sostituzione”). E’ questa la ragione principale per cui alla previdenza  obbligatoria viene affiancato il secondo pilastro del sistema: la previdenza complementare.

Se il secondo pilastro della previdenza è un’opportunità per tutti lo è a maggior ragione per i giovani che dovranno, sin dall’inizio della loro carriera lavorativa, poter contare su strumenti efficaci per garantirsi una pensione adeguata.

Programma dei lavori

Intervengono

Finocchiaro
Lo scenario del sistema previdenziale

Antonio Finocchiaro apre il convegno inquadrando il problema. Tre sono i fattori che da qualche anno a questa parte hanno portato ad una situazione non più governabile, e che deve essere necessariamente gestita in maniera innovativa: da una parte l’allungamento della vita, con il conseguente innalzamento dell’età media, in secondo luogo l’abbassamento del tasso di natalità, ed infine la crisi economica che ha rallentato la crescita del PIL e bloccato la incremento salariale. I provvedimenti che il nostro Paese ha adottato negli ultimi anni per rispondere a questa hanno riguardato: l’innalzamento dell’età di pensionamento, la creazione di una previdenza integrativa ed il trasferimento di una parte del rischio di longevità ai lavoratori.

Antonio Finocchiaro Presidente - COVIP Vedi atti

Atti di questo intervento

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Gambacciani
Ricostruire il sistema pensionistico adottando un punto inclusivo rispetto alle nuove generazioni

Il sistema previdenziale italiano per Edoardo Gambaccini è all’avanguardia per quanto riguarda la capacità di assicurare una sostenibilità a medio lungo termine ed è stato anche preso a modello per alcune proposte inserite dalla Commissione Europea nel libro verde dedicato al tema delle pensioni. Tuttavia esso genera una serie di preoccupazioni per quanto riguarda la tenuta del sistema sotto il profilo sociale e l’adeguatezza dei trattamenti futuri. Dopo le riforme del '95 necessarie per adeguare il sistema alla logica di corrispettività e delle proporzionalità, quindi, oggi si impone una riflessione per dare una risposta adeguata alle esigenze di chi si affaccia al mondo del lavoro. Il primo passo da fare è quello di rimuovere quei vincoli che impediscono ai lavoratori di valorizzare tutta la contribuzione versata ai fini di un unico trattamento pensionistico. Proprio in tal senso è stato attivato un tavolo tecnico presso il Ministro del Lavoro.

Edoardo Gambacciani Direttore Generale per le Politiche Previdenziali - Ministero del Lavoro e delle politiche Sociali Biografia Vedi atti

Da ottobre 2010 ricopre l’incarico di Direttore generale per le politiche previdenziali presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Nato a Roma il 10 agosto 1970, si è laureato in Giurisprudenza ed ha conseguito la specializzazione triennale con lode in diritto sindacale, del lavoro e della previdenza sociale presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Ha quindi conseguito, sempre a Roma, il titolo di avvocato.

Dirigente INAIL, è stato Vice Capo Ufficio legislativo del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e in precedenza Direttore della Sede Compartimentale IPSEMA di Trieste.

E’ stato consulente giuridico della Commissione per le pari opportunità fra uomo e donna, ha partecipato in qualità di esperto designato dall’amministrazione di appartenenza a numerosi Tavoli tecnici e Progetti di ricerca in materia previdenziale e di sicurezza sociale. E’ stato Consigliere di amministrazione dell’ENPAM e componente del Comitato Tripartito OIL; è Presidente del Collegio sindacale dell’ENPAF.

Ha svolto attività didattica presso la Scuola Superiore della PA, le Università “La Sapienza” e “Roma Tre” e l’Università di Teramo (dove è stato titolare di insegnamenti presso la Facoltà di Giurisprudenza dall’a.a. 2005/06 all’a.a. 2009/10).

E’ stato relatore e docente in convegni e seminari di studio organizzati da primarie società di alta formazione in materia lavoristica, previdenziale, assicurativa e di igiene e sicurezza sul lavoro ed è autore di numerose pubblicazioni scientifiche.

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Atti di questo intervento

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Crescimbeni
Il contributo dell'INPADP alla stabilizzazione del sistema pensionistico.

Paolo Crescimbeni illustra gli interventi avviati dall’INPDAP per dare il proprio contributo alla stabilità del sistema pensionistico, che per lo più si sono concentrati nell’adeguarsi in maniera rapida ed efficiente alle nuove norme in materia di trattamento pensionistico dei dipendenti pubblici. Nella sua analisi Crescimbeni si sofferma sul fatto che nell’ambito del lavoro pubblico la previdenza complementare non è ancora riuscita a decollare ed è per questo che l’istituto sta avviando una serie di iniziative di comunicazione indirizzate ai propri utenti

Paolo Crescimbeni Presidente - INPDAP Vedi atti

Atti di questo intervento

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Proietti
Le politiche attive del lavoro per l’adeguatezza pensionistica

Nel suo intervento Domenico Proietti ricorda il ruolo del sindacato all’epoca delle riforme del sistema previdenziale del ’95 sottolineando come la condivisione delle scelte è un metodo che non va smarrito e anzi rafforzato, visto i risultati che dà. Nel momento si è assicurata la stabilità del sistema economico è il momento di passare ad una riflessione sull’adeguatezza delle prestazioni, che non può prescindere, però da uno sforzo dell’azione politica in direzione di una crescita economica dell’intero Paese. Detto questo per Proietti le politiche attive del lavoro possono rappresentare una soluzione al problema dell’adeguatezza delle prestazioni se si concentreranno sul massimizzare tutti i contributi versati dal lavoratore ai fini del trattamento pensionistico, ridurre la discontinuità del mercato del lavoro – aumentando il costo del lavoro flessibile - ed incentivare il meccanismo del riscatto del mercato del lavoro.

Domenico Proietti Segretario Confederale - UIL Vedi atti

Atti di questo intervento

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Petriccioli
Un risposta strutturale per l’adeguatezza del sistema previdenziale del futuro

Maurizio Petriccioli propone una riflessione sull’importanza, nelle riforme del  1995, della decisione di salvaguardare la presenza pubblica nel sistema previdenziale e sulla necessità di aprire una discussione condivisa per costruire il sistema del futuro. Un sistema che vada nella direzione di una omogeneizzazione di tutte le contribuzione. Il concetto “oneri uguali e uguali diritti” è infatti per Petriccioli l’unico che potrà garantire equità pensionistica un domani, stante la necessità di sostenibilità del sistema, e che potrà eliminare quelle sacche di illegalità che ancora rimangono.

Maurizio Petriccioli Segretario Confederale - Cisl Vedi atti

Atti di questo intervento

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Lamonica
Previdenza pubblica e complementare: le due gambe del sistema pensionistico di domani

Per Vera Lamonica una riflessione sul sistema pensionistico non può prescindere da una riflessione sulle politiche per rilanciare l’economia e la crescita del sistema. La forza di un sistema, infatti, sta soprattutto nella sua capacità di adattarsi al cambiamento e alcuni orizzonti bui che si prospettano oggi ai giovani che si affacciano al mercato del lavoro, potrebbero mutare se si riuscire a dare nuovo slancio al contesto economico. Occorre, quindi, analizzare il sistema ed individuare le modifiche necessarie a “puntellare” la previdenza pubblica che è e rimarrà una delle due gambe su cui si baseranno le pensioni di domani. Alcune di queste soluzioni si possono attivare già adesso, come l’utilizzo dei fondi per gli ammortizzatori sociali per i giovani (ad oggi per la maggior parte non utilizzati). Lamonica chiude il suo intervento sottolineando come i fattori che impediscono il decollo della previdenza complementare sono gli stessi che rendono fragile il sistema contributivo pubblico: precariato, lavoro povero etc.

Vera Lamonica Segretario confederale - - CGIL Vedi atti

Atti di questo intervento

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Nori
Costruire il futuro: la sicurezza sociale dalla parte dei giovani

Per Mauro Nori a sfida del sistema previdenziale è quella di trovare una risposta al paradosso del benessere (l’invecchiamento generato da un buon sistema di welfare genera ulteriore richiesta di assistenza) che non può risiedere nell’incentivo alla previdenza complementare, almeno finché non si raggiungerà un livello retributivo adeguato. Due gli indirizzi di azioni da intraprendere: da una parte occorre cerare confidenza sui servizi di previdenza complementare e dall’altra occorre generare risorse da poter destinare alla previdenza complementare. Nel chiudere l’intervento Nori avanza l’ipotesi che l’attore principale della previdenza complementare in futuro potrebbe non essere il sistema pubblico.

Mauro Nori Direttore Generale - INPS Vedi atti

Atti di questo intervento

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