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Programma Congressuale

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  da 15:00 a 17:30

150 anni di unità d'Italia, 150 anni di amministrazione pubblica [ UF.01 ]

 

Nel 2011 si festeggiano i centocinquanta anni da quella proclamazione dell’Unità nazionale che ha costituito l’inizio del cantiere per la costruzione di una vera comunità nazionale, cantiere evidentemente ancora aperto, ma dal quale inevitabilmente dipende la capacità di politica, istituzioni, imprese e cittadini di dare nuovo slancio al Paese.   Nell’ambito delle iniziative organizzate dall’Unità Tecnica di Missione, FORUM PA si propone quale luogo e momento ufficiale per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, dedicando largo spazio al tema, sia nella sezione congressuale che in quella espositiva, e ponendo in risalto il ruolo di una Pubblica Amministrazione efficiente ed effettivamente rispondente ai bisogni dei cittadini quale garanzia di unità del Paese.

Crediamo che FORUM PA sia un momento importante in questo anno di celebrazioni perché siamo convinti che la prima unità nazionale non può che essere un’unità basata sulla garanzia dei diritti per tutti, dalle Alpi alle Madonie, e che l’amministrazione pubblica sia un grande “bene comune” della nazione, preposto in primo luogo proprio a garantire, attraverso servizi efficienti ed efficaci, i diritti di tutti i cittadini.

Il convegno parte da questi presupposti e presenta poi il volume "Servitori dello Stato - centocinquanta biografie" edito da Gangemi Editore per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, curato da Guido Melis, massima autorità nel campo della storia della pubblica amministrazione italiana. L'opera raccoglie le biografie di centocinquanta dirigenti, funzionari, docenti, ricercatori, magistrati, esponenti delle forze dell'ordine che dall'Unità ai nostri giorni hanno lavorato nelle istituzioni centrali e locali: uomini e donne che, come dice il Ministro Brunetta nella prefazione, "hanno dedicato la loro vita alla pubblica amministrazione giungendo, se necessario, anche al massimo sacrificio."

Programma dei lavori

Introduce e Modera

Peluffo
I 150 anni dell’Unità d’Italia: dallo studio delle radici al rilancio prospettico dei valori repubblicani

 Il Consigliere Peluffo introduce i lavori della tavola rotonda sottolineando la gran quantità di interventi che si sono riusciti a realizzare per il 150° anniversario, pur nella contingenza di un budget esiguo e di poco tempo a disposizione. Alle azioni diffuse nel territorio a carattere permanente - infrastrutture culturali che hanno costituito il cuore del progetto per le celebrazioni - sono state affiancate numerose esposizioni temporanee che hanno rappresentato l’occasione per varare progetti di ricerca che rimarranno come punti di riferimento importanti per gli studiosi e per tutti i cittadini italiani degli anni a venire. 

Paolo Peluffo Consulente Nazionale - del Presidente del Consiglio dei Ministri per le celebrazioni del 150° Anniversario dell'Unità d'Italia. Biografia Vedi atti

Paolo Peluffo è nato a Savona il 26 maggio 1963; è coniugato, con tre figlie.

Giornalista professionista dal 1990, è redattore ordinario fino al 1994, quando è promosso vice-caporedattore dal direttore Giulio Anselmi .

E' Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri del Governo Monti con delega all'Informazione e Comunicazione.

Nell'aprile del 1993, è designato dal Presidente del Consiglio, Carlo Azeglio Ciampi, ad appena 29 anni, Capo dell'Ufficio Stampa di Palazzo Chigi, ricoprendo l'incarico per tutta la durata del Governo Ciampi. Rientrato a Il Messaggero nel 1994, dopo un breve passaggio all'ufficio centrale è nominato responsabile del servizio I nostri soldi, che reggerà fino al 1996.

Nel maggio del 1996 è nominato direttore della comunicazione del Ministero del Tesoro e del Ministero del Bilancio, allora guidato dal Ministro Ciampi, garantendo tutta la comunicazione del periodo di ingresso dell'Italia nella moneta unica.

Il 2 giugno 1998 viene nominato Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel dicembre 1998, il Presidente della Repubblica, su proposta del Governo, gli conferisce la nomina a dirigente generale del Ministero dell'Economia.

Nel maggio del 1999, ottiene l’incarico di Consigliere per la Stampa e l'Informazione del Presidente della Repubblica, che mantiene fino alla fine del settennato Ciampi. In tale veste si dedica, anche in termini di ricerca, al rilancio dell'identità nazionale, delle ritualità civili della Repubblica, della conservazione della memoria storica.

Il 15 ottobre 1999 è nominato Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Diventa nel marzo del 2006 Consigliere della Corte dei Conti.Il 27 aprile 2006 è nominato Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

È stato Capo del Dipartimento per l'informazione e l'editoria della presidenza del Consiglio dal luglio 2006 al maggio 2008. 

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Atti di questo intervento

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Interventi

Bravi
Il percorso dell’Unità Tecnica di Missione

 Gianarlo Bravi illustra alcune delle infrastrutture culturali a carattere permanente realizzate grazie ai fondi per le celebrazioni, dal restauro del Museo Nazionale di Reggio Calabria agli interventi sulla Domus Mazziniana a Pisa. Bravi sottolinea come sia stato necessario un anticipo della PCM sui fondi stanziati dal Ministero del Tesoro per poter procedere con la realizzazione dei lavori, azione per la quale ringrazia tutti gli attori intervenuti.

Giancarlo Bravi Dirigente Generale Unità Tecnica di Missione - Presidenza del Consiglio dei Ministri Vedi atti

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Masini
150 anni di straordinaria quotidianità: i servitori dello Stato dall’Unità ad oggi

 Il Consigliere Masini presenta il volume "Servitori dello Stato - centocinquanta biografie" in cui sono raccoltele biografie di centocinquanta pubblici dipendenti che dall'Unità ai nostri giorni hanno lavorato nelle istituzioni centrali e locali apportando un fondamentale contributo alla crescita civile e democratica del nostro Paese.

La pubblicazione parte da due assunti fondamentali: il primo è che la Pubblica Amministrazione in questi decenni ha consentito di riunire e integrare le diverse tradizioni di gestione della cosa pubblica, e il secondo è che essa rappresenta un volano per il nostro Paese, un volano al cui interno i valori positivi sono senz’altro maggiori rispetto ai disvalori.

Sergio Masini Consigliere - per il Ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione Vedi atti
Melis
La memoria della PA italiana: un patrimonio da valorizzare

 Il Prof. Melis racconta le scelte di fondo che hanno portato alla stesura definitiva di "Servitori dello Stato - centocinquanta biografie". La lealtà verso lo Stato, la capacità di sacrificarsi per il bene pubblico, l’orgoglio del proprio ruolo, sono alcuni dei valori alla base delle vite che vengono raccontate nel libro. Nel nostro Paese, sottolinea Melis, è necessario ricostruire una politica archivistica che permetta di non perdere il grande valore racchiuso nell’esperienza di chi – all’interno dell’amministrazione – ha saputo re-inventare ogni giorno il proprio lavoro in maniera che l’attività dello Stato fosse più produttiva possibile.

Guido Melis Professore Ordinario di Storia delle Istituzioni politiche e Deputato - Camera dei Deputati Vedi atti

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Saluto

Brunetta
L’orgoglio del funzionario pubblico

 Il Ministro Brunetta presenta il progetto editoriale "Servitori dello Stato - centocinquanta biografie" sottolineando come esso faccia parte di un percorso di ricostruzione della memoria amministrativa italiana. Il progetto si pone – nelle parole di Brunetta – come un primo momento di rivalutazione politica e morale del ruolo del servitore dello Stato, una figura che in Italia non è valutata come dovrebbe. Invertire questa tendenza - evidenziando le storie di valore - rappresenta il binario su cui correre in parallelo con la riduzione delle sacche di inefficienza.

Renato Brunetta Ministro - per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Biografia Vedi atti

Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione nella XVI Legislatura del IV Governo Berlusconi, è  Professore ordinario di Economia del Lavoro presso l’Università degli Studi di Roma, Tor Vergata.

Da aprile 2008 è parlamentare alla Camera dei Deputati, eletto nel collegio Veneto II nella lista del Popolo della Libertà.

Da giugno 1999 ad aprile 2008 è deputato al Parlamento europeo, eletto nelle liste di Forza Italia.

Editorialista de “Il Sole 24 Ore”, “Il Giornale”.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, in materia di economia del lavoro e relazioni industriali, tra le quali ricordiamo: “Il modello Italia” (1991), “Economics for the New Europe” (1991), “Disoccupazione, isteresi e irreversibilità” (1992), “La fine della società dei salariati” (1994, “Sud” (1995), “Economia del lavoro” (1999).

Fondatore e direttore della rivista Labour – Review of labour economics and industrial relations, edita da Blackwell Publishing Ltd. Ha curato insieme a Vittorio Feltri la collana “Manuali di Conversazione Politica” edita da Libero e Free Foundation, e la collana “Manuali di Politica Tascabile” edita da Il Giornale e Free Foundation.

Negli anni Ottanta e Novanta ha collaborato, in qualità di consigliere economico, con i governi Craxi, Amato e Ciampi. È stato consigliere economico del Presidente del Consiglio Berlusconi negli anni 2003-2006.

Dal 1985 al 1989 ha ricoperto la carica di Vicepresidente del Comitato Manodopera e Affari Sociali dell’OCDE (Parigi). Dal 1983 al 1987 è stato responsabile, presso il Ministero del Lavoro, di tutte le strategie per l’occupazione e la politica dei redditi. Nel 1989 ha fondato l’EALE (European Association of Labour Economist), di cui è stato il primo presidente.

Nel corso della sua carriera ha ricevuto molteplici riconoscimenti: nel 1988 il Premio Saint Vincent per l’economia, nel 1992 il Premio Tarantelli per la migliore opera di economia del lavoro, nel 1994 il Premio Scanno per la migliore opera di relazioni industriali, nel 2000 il Premio Internazionale Rodolfo Valentino per l’economia, la finanza e la comunicazione.

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Atti di questo intervento

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Interventi

Attanasio
La memoria amministrativa “in Archivio”

 Agostino Attanasio sottolinea l’importanza particolare rivestita dall’Archivio di Stato nel preservare sia l’oggettività storica dell’evoluzione amministrativa in Italia, sia quegli aspetti soggettivi che solo le ricostruzioni biografiche possono restituire. All’interno della complessiva evoluzione dell’Istituto – in vista del ruolo di repository degli archivi digitali pubblici assegnatogli dal nuovo CAD – acquista quindi una specifica importanza la mostra “La macchina dello Stato.Leggi, uomini e strutture che hanno fatto l'Italia” che l’Archivio ospiterà dal 22 settembre 2011 al 16 marzo 2012 in occasione dei festegiamenti per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia

Agostino Attanasio Sovrintendente - Archivio Centrale dello Stato Biografia Vedi atti

Laureato in Filosofia con 110/110 e lode presso l'Università degli studi di Roma (1974). Ha conseguito il diploma della Scuola di Archivistica, paleografia e Diplomatica dell'Archivio Centrale di Bologna (1981). Diploma della Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari dell'Università La Sapienza di Roma con votazione 70/70 e lode. Ha diretto l'Archivio di Stato di Rieti, di Latina, dell'Aquila e di Livorno. Dirige l'Archivio Centrale dello Stato dal settembre 2009.

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Atti di questo intervento

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Sepe
Identità e ruolo storico dei pubblici dipendenti

 Stefano Sepe sottolinea la stretta connessione esistente tra la storia della Pubblica Amministrazione italiana e la storia del Paese. I funzionari pubblici – dice Sepe – hanno avuto la capacità di interpretate le esigenze del Paese rappresentandone in alcune fasi storiche la vera spina dorsale. Ora è ancora più importante il loro ruolo nel passaggio dal “nastro rosso” che chiudeva i faldoni al “filo rosso” dell’innovazione.

Stefano Sepe Dirigente - Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro Biografia Vedi atti

E' nato a Napoli nel 1950 e si laureato In Filosofia presso l'università "Federico II" nel 1975.

Dopo essere stato nella carriera prefettizia, ha vinto un concorso da referendario al Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro. In seguito é stato per molti anni docente stabile della Scuola superiore della pubblica amministrazione, rientrando al CNEL nel 2009.

Nel contempo ha lungamente insegnato alla LUISS "Storia dell'amministrazione" e, successivamente, "Comunicazione pubblica".

Nella sua esperienza professionale l'attività di direzione di strutture amministrative si é costantemente intrecciata alla ricerca e allo studio sui temi della modernizzazione del sistema pubblico, delle politiche pubbliche, della comunicazione istituzionale. Al riguardo ha pubblicato numerosi volumi e una serie di saggi e di articoli.

E' giornalista pubblicista. Ha scritto e scrive per Il Sole 24 ore, il Messaggero, il Quotidiano nazionale, Italia oggi, l'Eco di Bergamo.

E' sposato e ha due figli adolescenti.

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