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L’università digitale [ EG.10 ]

Social network, Mobile, Unified communication, Web 2.0, Web semantico: l’evoluzione dell'interazione sociale in rete fa emergere nuove necessità degli utenti: reti sociali, conoscenza in rete, collaborazione emergente, riconfigurabilità dei processi, mobilità globale, appartenenza aperta. I bisogni degli utenti (in particolare degli studenti) non possono essere più “limitati” all’interno dei confini di un’organizzazione tradizionale. Quale sarà la forma del sistema informativo universitario del futuro? Come si adatterà alla semplificazione dei processi amministrativi?

Programma dei lavori

Apertura dei lavori

Donzelli
ll piano eGov 2012: obiettivo Università.

Paolo Donzelli spiega che i progetti digitali riguardanti l'università rientrano nel piano eGov2012, al suo secondo anno di attuazione, che comprende obiettivi settoriali (ossia i principali campi di azione della PA), territoriali, di sistema ed internazionali. Tra gli obiettivi digitali riguardanti il mondo dell'educazione, Donzelli cita Innovascuola e Scuolamia, per poi illustrare ICT4U, il progetto previsto nel comparto universitario, con finalità legate ad alcuni aspetti chiavi che fungeranno da basi per sviluppi successivi: digitalizzazione e semplificazione dei servizi, condivisione dei dati e scambio automatico dei flussi informativi.
All'interno di ICT4U si distinguono in particolare i due programmi Servizi e reti WiFi, che punta ad incrementare la copertura WiFi ed alcuni servizi online, e Università Digitale che, data per scontata la presenza dell'infrastruttura wireless, mira al potenziamento dei servizi, tra cui il fascicolo personale digitale. Donzelli cita alcuni numeri riguardanti ICT4U, che dimostrano un'alta adesione da parte delle università, con un forte incremento soprattutto della verbalizzazione elettronica degli esami, uno dei servizi più controversi.
Il principale obiettivo raggiunto è l'elaborazione delle linee guida per la digitalizzazione dei principali processi, grazie al tavolo tecnico istituito nell'ambito del progetto. Tale il successo di quest'ultimo da essere stato trasformato, nel marzo 2011, in permanente, con l'obiettivo prioritario di gestire le linee guida nel tempo.

Paolo Donzelli Direttore Generale Ufficio Studi e Progetti per l’innovazione Digitale - Presidenza del Consiglio dei Ministri Biografia Vedi atti

Consigliere della Presidenza del Consiglio dei Ministri è attualmente Direttore generale dell’Ufficio formazione, ricerca e progettazione internazionale ed europea presso la Scuola Nazionale dell’Amministrazione.

Ha ricoperto il ruolo di Direttore Generale dell’Ufficio Progetti Strategici per l’Innovazione Digitale del Dipartimento per la Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, nell’ambito del quale ha promosso e coordinato iniziative progettuali afferenti, tra gli altri, ai settori scuola, università, salute, identità digitale e imprese e di coordinatore operativo del Gruppo di lavoro eGovernment & Open data della cabina di regia per l’Agenda digitale italiana. È stato Senior Research Fellow alla Cranfield University e Senior Research Scientist presso il Dipartimento di Computer Science della University of Maryland, dove ha svolto attività di ricerca e insegnamento. Laureato in Ingegneria Elettronica presso l’Università Federico II di Napoli, ha conseguito un Master in Computer Science presso la Cranfield University, in Gran Bretagna e un Dottorato di ricerca in informatica e ingegneria dell’automazione presso l’Università di Tor Vergata.

È autore di circa 70 pubblicazioni in riviste e conferenze internazionali, in cui ha trattato temi legati all’ingegneria del software, alla reingegnerizzazione di processi, alla ingegneria dei requisiti e alla modellistica della di sistemi complessi.

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Melchionna
Università digitale: tavolo tecnico permanente e linee guida i risultati più importanti.

Alessandro Melchionna dichiara che il tavolo tecnico previsto all'interno del progetto ICT4U ha avuto un'evoluzione talmente positiva, con il raggiungimento di risultati concreti, da portare il Miur a sviluppare due percorsi forti.
Il primo riguarda le linee guida elaborate per la digitalizzazione dei principali processi, con un invito scritto a tutti gli atenei a recepirle e svilupparle per le attività in questione. Il Miur ha riconosciuto la capacità del tavolo di aver saputo sintetizzare il pensiero di più atenei, come nel caso della verbalizzazione elettronica, indicando soltanto i requisiti minimi da rispettare nell'ambito del processo, e lasciando libertà di interpretazione alle singole università.
Il secondo percorso è stato quello di aver trasformato il tavolo da provvisorio a permanente, con il regolamento ormai pronto, cercando la condivisione più ampia possibile da parte degli atenei, in modo che le linee guida elaborate diventino un punto di riferimento per processi ed attività In alcune situazioni il tavolo è divenuto interlocutore di altri soggetti, approdando a soluzioni condivise dal basso, a volte addirittura propositive, come è avvenuto con Agcom e Garante della Privacy.

Alessandro Melchionna Dipartimento per l'Università, l’Alta Formazione Artistica e Musicale e Coreutica e per la Ricerca - Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca Vedi atti

Tavola rotonda

Sistema informativo universitario 2.0: l'utente al centro

Mainetti
Sistema informativo universitario 2.0: l'utente al centro.

Luca Mainetti spiega che la tavola rotonda verterà sulle visioni riguardanti l'evoluzione dei sistemi informativi dell'università che, come si può desumere dal titolo, ruota intorno al concetto di 2.0. Un'espressione evocativa che nel mondo ICT indica un sistema il cui centro è rappresentato dall'utente.
Mainetti introduce quindi il concetto di knowledge worker, secondo la prima definizione del 1959, poi aggiornata nel 1990, per chiedersi se sia proprio tale figura l'utente del sistema informativo universitario 2.0, provando a spiegare cosa significa porlo al centro. Di sicuro tale posizione richiede nuove esigenze come l'appartenenza alla rete sociale o usare il social networking anche per produrre ricerca, comunque si tratta di nuovi bisogni che si stanno presentando e che i sistemi informativi dovranno agevolare altrimenti gli utenti si organizzeranno in maniera diversa.
Rispetto all'evoluzione dei sistemi informativi, Mainetti cita: flessibilità e capacità di riconfigurare rapidamente i processi di business, con abilità di includere rapidamente gli attori esterni all’organizzazione con meccanismi partecipativi; tempi di sviluppo sempre più ridotti; crescente esigenza di supportare in maniera evoluta i processi destrutturati dell’organizzazione. Infine un riferimento ad alcune immagini realizzate dallo Osservatorio Enterprise 2.0 per stabilire la forma del sistema informativo 2.0, e il suo livello di maturità.

Luca Mainetti Professore Associato della Facoltà di Ingegneria - Università del Salento Vedi atti

Intervengono

Stefanelli
Servizi amministrativi 2.0: una sfida culturale e tecnologica.

Secondo Cesare Stefanelli dovremmo porre attenzione al web 2.0 non tanto dal punto di vista dell'evoluzione tecnologica quanto di quella culturale, che comporta la partecipazione dell'utente il quale crea valore in rete. Si tratta di un aspetto straordinario che impatta in maniera fortissima sul funzionamento delle nostre università, anche nell'ambito amministrativo. Gli studenti, ossia i principali utenti, sono ormai dei nativi digitali per cui pretendono dall'ateneo il grado di disponibilità a cui sono stati abituati dalla rete. Ciò significa che le nuove tecnologie rappresentano per le università anche una sfida culturale, basata soprattutto sul concetto di reputation
I fattori critici legati al successo dei servizi amministrativi 2.0 sono relativi soprattutto alla mentalità, rispetto alla quale occorre il passaggio da un approccio di "conformità alle norme" a quello di "orientamento verso l'utente". Altrettanto importante è una completa ridefinizione dei processi di organizzazione, per cui è fondamentale standardizzare i processi, solo in questo modo le nuove tecnologie consentiranno una maggiore facilità d'uso. Le sfide aperte per il tavolo tecnico dell'università digitale partono dunque dalla necessità per gli atenei di coordinarsi meglio, in modo da standardizzare i processi, lavorando anche sul loro versante normativo, come nel caso della firma digitale. E' inoltre fondamentale favorire l'adozione delle tecnologie Open Source ed incentivare il riuso del software, di cui si parla anche nel CAD, ipotizzando una banca dati.

Cesare Stefanelli Ordinario alla Facoltà di Ingegneria Informatica - Università degli Studi di Ferrara Biografia Vedi atti

Professore ordinario di Ingegneria Informatica all’Università di Ferrara, dove è docente di reti di calcolatori e sistemi distribuiti. È il delegato del Rettore per l’informatizzazione e consigliere di amministrazione del Cineca.

L'attività scientifica, documentata da molti lavori su riviste internazionali e congressi, si concentra sui middleware in contesti eterogenei e mobili e su modelli e tecnologie per reti ad-hoc. In questi campi coordina diversi progetti di ricerca e di trasferimento tecnologico.

Ulteriori informazioni: docente.unife.it/cesare.stefanelli

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Bogliolo
Multimedia: semplice come la tecnologia, vicino come le nuvole.

Uno degli obiettivi principali di ICT4U è come far corrispondere all'evoluzione tecnologica la semplicità d'uso per gli utenti, elemento in genere non scontato. Così Alessandro Bogliolo apre il suo intervento, elencando in seguito gli strumenti usati in direzione della semplificazione: condivisione delle soluzioni ma anche delle idee, sviluppo open source, sperimentazione e riuso. Trasporre questo concetto sul piano della multimedialità significa che i contenuti dovrebbero assumere la forma più congeniale alla loro fruizione. Multimediale è lo stesso concetto di cloud computing, secondo cui la rete offre non solo capacità di comunicazione, ma anche di archiviazione e di elaborazione, attraverso una pluralità di dispositivi distribuiti appunto in rete, che diviene così il luogo ideale in cui lavorare.
Nel frattempo l’avvento degli “smart phone” ha mutato la nostra percezione della rete e dei contenuti digitali. Il cellulare si è così trasformato in un raro esempio di elettronica wearable, tanto che ciò che si può fare con esso sembra non aver bisogno di mediazione, con aspettative che non corrispondono alla realtà ma che sono sempre più un valore.
Preso atto che tali sono anche le esigenze degli utenti-studenti, che quindi sono sempre più vicini alle nuvole, sarà compito del tavolo tecnico dell'università digitale capire come e in che misura gli atenei debbano andare sulle nuvole per raggiungerli. Entro il 2011 è intanto prevista la pubblicazione delle linee guida sull’elearning e sulla multimedialità.

Alessandro Bogliolo Università degli Studi di Urbino Vedi atti
Russo
La Federico II di Napoli adotta la firma digitale.

Guido Russo parla del processo con cui l'università Federico II di Napoli sta adottando la firma digitale, che rappresenta l'elemento irrinunciabile seppur critico della semplificazione dei processi, che sono hanno in genere tempi biblici all'interno della PA. Il relatore evidenzia che in realtà la firma digitale - rispetto alla quale non esiste ancora una cultura nel settore pubblico - rappresenta solo l'ultimo passo di un processo che prende avvio con le fasi di autenticazione ed autorizzazione
Da parte sua, l'università Federico II, da ottobre, sta procedendo alla distribuzione della firma digitale tramite dispositivo USB AI suoi 5mila docenti e funzionari, raggiungendo finora il 20% degli utenti. In questo modo sono state avviate anche altre applicazioni, tra cui il verbale online e il mandato di pagamento elettronico.
Russo spiega che il processo di distribuzione della firma è gestito internamente, con docenti e tecnici che, una volta presentate le proprie credenziali, possono ritirare presso l'URP il proprio dispositivo USB personalizzato, che ha validità a termine e può essere autorizzato per varie operazioni, a partire dal log in. Il sistema di rilascio e rinnovo comporta un costo annuale di 20 euro per ogni certificato, il quale viene però ammortizzato dalla semplificazione dei processi.

Guido Russo Università  degli Studi di Napoli "Federico II" Biografia Vedi atti

Profilo biografico di RUSSO Guido

Docente di “reti di calcolatori” presso l’Università Federico II, 58 anni, laureato in fisica, napoletano, ha partecipato e coordinato numerosi progetti ed iniziative nel campo dei servizi informatici e delle infrastrutture. Negli ultimi anni si è dedicato ai temi ICT4University, Grid Computing, Reti ad alte prestazioni. È coinvolto nei progetti ATLAS presso il CERN e SuperB, il nuovo progetto di fisica approvato come “progetto bandiera” nazionale dal Governo Italiano.

È stato a lungo membro del CdA del GARR, la rete per la ricerca, con cui collabora tuttora; è membro del Comitato Direttivo del Centro Servizi Informativi di Ateneo.

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Atti di questo intervento

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Periti
Università 2.0: l'utente al centro del processo di gestione.

Enrico Periti premette che il suo è un contributo che offre anche un altro punto di vista, considerando che lui non fa parte del tavolo tecnico dell'università digitale. Secondo il suo parere la questione centrale è data dalla necessità di una riorganizzazione complessiva che non riguarda solo la tecnologia e quindi gli strumenti ma l'intero processo di gestione del sistema universitario, che va declinato secondo una logica diversa, ossia l'esigenza di soddisfazione dell'utente. E' questo infatti ciò che si aspettano gli studenti che sono dei nativi digitali consolidati, e non solo da parte del personale tecnico amministrativo, ma dell'intero corpo docente.
La situazione non è facile, anche perché mancano i soldi, e la possibilità di cambiamento non è rapida, considerando che l'attuale personale ha una mentalità diversa. Non è dunque vero che spingendo per investimento su ICT si ha un recupero di denaro nell'immediato, bensì una spesa maggiore che, solo se va bene, nel lungo periodo potrebbe trasformarsi in investimento.
Dopo un passaggio sul ruolo del Cineca, e della nuova figura del direttore generale prevista dalla Riforma Gelmini, Periti conclude infine sottolineando come finalmente sia stata imboccata la strada giusta rispetto alla verbalizzazione degli esami.

Enrico Periti Direttore amministrativo Università degli Studi di Brescia - Presidente CODAU Vedi atti
Lanzarini
Università 2.0: lo studente come membro della community.

Secondo Marco Lanzarini, il vero saltò di qualità da compiere all'interno della rivoluzione 2.0 è quello tra la nozione dello studente come utente, concetto ancora legato ad una cultura burocratica, a quello di cliente, ossia colui a cui dobbiamo ciò che gli serve. La prospettiva cambia poi ulteriormente se da cliente passiamo a considerarlo come membro della community, nel senso che gli viene dato ciò che chiede ma all'interno del contesto in cui si riconosce per interessi, bisogni, esigenze, per cui entra in gioco il concetto di social network.
Per far funzionare l'università 2.0 è dunque necessario ripensare secondo questa prospettiva l'intero ciclo di vita studente all'interno dell'ateneo. Lanzarini offre qualche spunto su cosa significa riconsiderare in tale ottica le fasi orientamento, carriera accademica, relazioni internazionali ed alumni, evidenziando la necessità di fornire servizi basati sulla localizzazione e di usare i social network come nuovi canali di fidelizzazione, anche nella fase di inserimento nel mondo del lavoro.
L'ateneo deve comunicare con tutti i canali possibili, che possono tra l'altro fornire un feedback in tempo reale, in modo da poter aggiustare il tiro in corsa, offrendo sempre una risposta alle richieste degli studenti. Il modo migliore per farlo è agganciarsi al sistema informativo di ateneo, che possiede tutte le informazioni su di loro, consentendo alle due parti di colloquiare in maniera interattiva e biunivoca

Marco Lanzarini Direttore Cineca Vedi atti
Valente
Università 2.0: la rete Garr.

Enzo Valente presenta il Consortium Garr, ossia la rete internet delle università e dei centri di ricerca dell'Italia, a cui ne corrisponde una ogni paese d'Europa e del mondo. Si forma così un sistema interconnesso a livello mondiale, parallelo a quello della rete tradizionale. Nel Belpaese il Garr si occupa in particolare di garantire la federazione roaming e l'autenticazione federata.
Il primo aspetto riguarda la confederazione della mobilità wireless presente all'interno di ogni ateneo e tra di essi, un sistema che viene definito eduroam (education roaming), per cui in ogni parte del mondo si possono usare per l'accesso le stesse credenziali. Vista la creazione di molte reti wireless ad accesso libero anche da parte di Comuni, Province e Regioni, il Garr ha chiesto di poter stabilire delle convenzioni, per cui con le credenziali eduroam si possa accedere anche a tale rete. L'autenticazione federata riguarda invece il supporto fornito dal Garr all'Idem, ossia all'Identity Management, per cui l'identificazione dell'utente avviene sulla base del riconoscimento reciproco attraverso l'identity provider, che registra le identità. L'impostazione del sistema avviene secondodirettive confederate.
Valente conclude infine sottolineando che la rete Garr è diversa da quella tradizionale in quanto è realizzata in modo simmetrico, per cui la velocità in trasmissione è uguale a quella in ricezione. Il punto di accesso può diventare dunque anche una sorgente di dati, tanto più potente ora che si sta procedendo verso un wireless sempre più veloce sulla distanza.

Enzo Valente Direttore del GARR Vedi atti

Atti di questo intervento

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Contributi

Folino
La reingegnerizzazione dei processi della didattica in Unical
Nicola Folino Responsabile Settore Integrazione Sistemi ed Applicazioni - Università della Calabria Vedi atti

Atti di questo intervento

eg02_folino_nicola.pdf

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Laurita
Un sistema informativo integrato per la valorizzazione dell’attività di ricerca dell’Università della Calabria. POLARiS
Sara Laurita Dirigente Area Informatica, Telematica e Statistica - Università della Calabria Vedi atti

Atti di questo intervento

eg02_laurita_sara.pdf

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