Torna a Eventi FPA

Programma Congressuale

Torna alla home

  da 10:00 a 12:30

Durata dei processi. Rimedi giurisdizionali nazionali e sopranazionali [ PS.03 ]

(a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con il Ministero della Giustizia)

Il problema della durata eccessiva delle procedure giudiziarie costituisce uno dei punti di debolezza più rilevanti del sistema giudiziario italiano.

            Il rimedio della “Legge Pinto”, apprestato dal legislatore nell’anno 2001, non si è rivelato idoneo a contrastare la durata esorbitante dei processi, ma ha finito per costituire un ulteriore elemento di criticità del sistema, appesantendo ulteriormente il carico di lavoro degli uffici e delle Corti di appello.

            Varie iniziative governative hanno favorito significative modifiche alla disciplina finalizzate, in primo luogo, a ridurre i tempi dei processi e, poi, a creare, con il meccanismo della “mediazione” una forma di filtro avanzato. Ma la persistenza del fenomeno, sviluppatosi nel corso degli anni con un’incidenza sempre più rilevante, ha contribuito ad aggravare anche a livello europeo l’esposizione del nostro Paese, sia per quanto riguarda il numero delle violazioni in materia di equo processo accertate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, sia per quanto attiene all’immagine nei confronti delle altre istituzioni sopranazionali.

            Il pressante monito che il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ha rivolto in più occasioni all’Italia, affinché mantenga l’impegno - affermato in varie sedi - di risolvere il grave problema strutturale che assilla la giustizia italiana, impone l’obbligo di proseguire lungo il percorso della ricerca di interventi interdisciplinari in grado di determinare strategie immediate ed efficaci.

            La Mattinata di studio intende offrire l’opportunità a tutti i convenuti di presentare osservazioni e proposte per un confronto sinergico sulla problematica.

Programma dei lavori

Intervengono

Zucchelli
Un approccio integrato al problema della durata dei processi

Il Dipartimento degli Affari Giuridici e Legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri è l’organo deputato a curare il contenzioso con la Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo riguardo all’eccessiva durata dei processi. Il Capo Dipartimento Zucchelli introduce i lavori sottolineando come alla patologia del fenomeno contribuiscano molte concause: da questioni organizzative ad altre strettamente giuridico/istituzionali. Di certo è da escludere, afferma Zucchelli, che una delle cause sia la scarsa produttività del corpo giudicante nella magistratura penale e civile.

Claudio Zucchelli Capo Dipartimento per gli Affari giuridici e legislativi - Presidenza del Consiglio dei Ministri Vedi atti

Atti di questo intervento

01_ps03_zucchelli_claudio.mp3

Chiudi

De Augustinis
Proposte legislative per lo sveltimento dei processi

De Augustinis afferma  che la lunghezza dei processi civili è il problema principale del nostro Paese in quanto ogni nuova riforma genera necessariamente dei contenziosi, che se bloccati ne rendono impossibile l’applicazione. Due riforme sono – a parere del DAGL – le più urgenti ed essenziali: la riforma della legge Pinto e la predisposizione di strumenti per la riduzione delle cause previdenziali. Non in ultimo va affrontata la questione della semplificazione delle modalità di accesso alla giustizia attraverso lo sviluppo di sistemi e mezzi più omogenei.

Umberto De Augustinis Vice Capo Vicario Dipartimento affari giuridici e legislativi - Presidenza del Consiglio dei Ministri Vedi atti
Iuzzolino
Le cause della durata non ragionevole dei processi penali

I risultati delle indagini fattuali sulle cause della patologica lunghezza dei processi penali mostrano come essa non sia da addebitare a questioni legislative, ma a fattori empirici, organizzativi e culturali. I rimedi – dice Iuzzolino - non dovrebbero quindi essere legislativi, ma organizzativi. Lo studio dell’Eurispes dedicato rivela ad esempio che il 76% delle prime udienze dei processi penali vengono rinviate ad altra udienza o regrediscono alla fase delle indagini per cause che fanno riferimento all’impreparazione delle parti ad affrontare il provvedimento o per cause di inadeguatezza logistica delle attrezzature, tutti fattori che non hanno una diretta correlazione con il diritto processuale.

Gabriele Iuzzolino Vice Capo dell'Ufficio legislativo - Ministero della Giustizia Vedi atti

Atti di questo intervento

03_ps03_iuzzolino_gabriele.mp3

Chiudi

Costantino
Alle radici dell’accumulo del contenzioso civile

Anche per il processo penale, conferma Costantino, il problema non è legislativo, ma si basa su una contraddizione tra la realtà normativa e la realtà applicativa. Nella pratica, le cause sono tante: i luoghi dove è più frequente l’arretrato sono ad esempio quelli dove è maggiore il turn over dei magistrati. A volte anzi le energie dedicate alla comprensione dei testi normativi di fatto risultano sottratte alla effettiva gestione della giustizia. La legge Pinto è diventata di fatto un moltiplicatore di controversie, e per avviarsi verso una risoluzione bisogna approcciare globalmente le cause sociali, geografiche ed economiche del problema ponendosi anche la questione di un’efficace allocazione delle risorse.

Giorgio Costantino Ordinario di Diritto processuale civile - Università Roma Tre Vedi atti

Atti di questo intervento

04_ps03_costantino_giorgio.mp3

Chiudi

Lettieri
Il sistema degli indennizzi e dei ricorsi

Nicola Lettieri ha passato sei anni alla Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo occupandosi dei riscorsi contro l’Italia di cittadini italiani che chiedevano indennizzi per l’eccessiva durata dei processi, ora in Corte di Cassazione si occupa dei ricorsi ex legge Pinto. Nel suo articolato intervento, Lettieri analizza il problema nelle sue varie sfaccettature indicando anche gli interessi che si coagulano intorno a processi che durano a lungo e che alla fine prevedono per questo un indennizzo.

Nicola Lettieri Sostituto P.G. - Corte Suprema di Cassazione Vedi atti

Atti di questo intervento

06_ps03_lettieri_nicola.mp3

Chiudi

Caliendo
Digitalizzazione, prescrizione e criteri di gestione dei processi

I ritardi di gestione del processo civile, dice Caliendo, sono una delle fonti di legittimazione dei contropoteri criminali e per questo bisogna intervenire urgentemente nel sistema. Non è sufficiente farlo solo con delle norme, ma con dei criteri di semplice gestione organizzativa, come quello di avere a inizio anno un programma di quanti e quali processi chiudere. L’implementazione del processo di digitalizzazione e un serio intervento sui termini di prescrizione sono gli strumenti principali per questa battaglia.

Giacomo Caliendo Sottosegretario per la giustizia Vedi atti

Atti di questo intervento

08_ps03_caliendo_giacomo.mp3

Chiudi

Conclusioni

Caliendo
Giacomo Caliendo Sottosegretario per la giustizia
Torna alla home