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Programma Congressuale

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  da 10:00 a 12:30

La misurazione dei comportamenti operativi. Una risposta innovativa alle sfide della riforma Brunetta [ B.09 ]

(in collaborazione con INPS)

 

Ideata e realizzata in Inps una innovativa tecnica di misurazione dei comportamenti in grado di verificare e quantificare la qualità del processo.Tale tecnica, che consente di rispondere in modo efficace alle sfide proposte dal “decreto Brunetta”, è utilizzata sia come strumento di gestione manageriale, in grado di fornire elementi per una corretta e puntuale valutazione del livello di attuazione delle strategie organizzative, sia come  strumento di audit per valutare la conformità verso i modelli di processo adottati,  misurandone la distanza e fornendo le basi conoscitive utili per la promozione del miglioramento.

Il convegno illustra i contenuti metodologici, gli strumenti alla base della citata tecnica e le applicazioni concrete realizzate.

Programma dei lavori

Il Caso INPS

Nori
La sfida della performance: coniugare efficienza, efficacia, economicità, sicurezza e qualità

Mauro Nori spiega come si collocano le tecniche di valutazione delle perfomance all’interno dell’istituto. Dopo aver percorso l’evoluzione dei processi interni dell’INPS degli ultimi 30 anni,  che ha portato al controllo di gestione, illustra le nuove sfide rappresentate dalla proattività ossia dalla capacità di una struttura organizzativa e tecnologica di entrare in connessione con la rete degli enti locali o socio sanitari, in rapporto paritario. L’INPS si propone come il sistema nervoso centrale del sistema del welfare del nostro Paese. Altra sfida centrale per l’istituto è quella della valutazione della performance attraverso la misurazione dei comportamenti. Così come il paradigma dell’efficienza ha scardinato il sistema dei controlli basati sull’adempimento burocratico, così oggi la nuova sfida della performance chiede un ripensamento dei controlli interni con la necessità di coniugare efficienza, efficacia, economicità e, infine, sicurezza e qualità.

Mauro Nori Direttore Generale - INPS Vedi atti

Atti di questo intervento

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De Luca
Dalla misura quanitativa delle pervormance a quella qualitativa

Antonio De Luca illustra l’innovazione dell’INPS per quanto riguarda la misurazione delle performance nell’ottica del controllo di gestione. Per valutare la performance il volume dei servizi prodotti è sicuramente un indicatore importante, ma non può bastare. La misura della qualità, sia di interna ai processi sia di percepita all’esterno, è infatti fondamentale e occorre trovare indicatori validi. L’INPS ha raggiunto questo obiettivo creando un sistema di misura che integra la quantità di servizi erogati, con il consumo di tempo e di risorse necessari ad aggredire quelle quantità, e con il rispetto dei passaggi procedurali previsti dall’organizzazione. Il sistema, chiamato flusso standardizzato di processo, permette così di monitorare il rispetto delle prassi operative e di passare da una logica quantitativa ad una logica qualitativa che consente un’analisi delle varianze delle prassi rispetto alle varianze del servizio. La varianza rispetto alla prassi, in questo mondo, non viene  vista necessariamente come negativa se permette di rispondere meglio alla richiesta specifica del cittadino ed anzi, consente una riscrittura eventuale dell’intera prassi alla luce del risultato. Nel corso del prossimo biennio il sistema sarà integrato anche con i dettami previsti dalla cosiddetta Riforma Brunetta.

Antonio De Luca Direttore Centrale Pianificazione e Controllo di gestione - INPS Biografia Vedi atti

Antonio DE LUCA è nato a Roma, 17 luglio 1953, è laureato in Scienze Statistiche e Demografiche presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma.

È sposato ed ha due figlie, ha lavorato in Aeroporti di Roma prima di entrare in INPS dove, dal 1982, ha svolto funzioni sia nelle aree di produzione che nelle aree Risorse Umane e Pianificazione e controllo di gestione.

È dirigente generale dal 2006.

Dal 2014 è direttore centrale Studi e Ricerche, dove coordina programmi di innovazione organizzativa e gestionale orientati all’evoluzione del modello di servizio. Precedentemente ha diretto la funzione Pianificazione e controllo di gestione dove ha introdotto il sistema di contabilità analitica per centri di costo ed il budget dei centri di responsabilità come base per l’integrazione del sistema gestionale e del sistema contabile dell’Istituto ed ha sviluppato il sistema di monitoraggio della produzione e di valutazione della performance organizzativa.

Collabora con istituzioni universitarie e di studio sui temi dello sviluppo organizzativo, della misurazione e della valutazione.

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Marica
Il ruolo dell'audit nella misurzione dei comportamenti operativi nell'INPS

Il controllo di gestione è una delle gambe che contribuisco alla valutazione della perfomance, Flavio Marica introduce, invece, l'altra gamba, ovvero l’audit. La valutazione della perfomance non può essere basata, infatti, solo sugli strumenti di controllo di gestione. Non conta solo il raggiungimento del risultato, ma anche il modo in cui esso viene raggiunto e anche il modo va misurato. L’audit va dunque aggiornato per poter supportare questa misurazione. All’interno dell’INPS l’audit ha aperto un percorso di definizione degli indicatori. In particolare la variabile da tenere presente è stata individuata nel comportamento posto in essere dall’operatore nel rilasciare il servizio. Solo una rispondenza dei comportamenti reali a quelli previsti dalla strategia complessiva dell’amministrazione, infatti, permette di avere dati attendibili sui quali basare la valutazione della strategia stessa e stabilire se essa sia valida oppure no. La sfida lanciata è dunque quella di misurare la qualità dei comportamenti operativi data l’incidenza che essa ha sulla qualità generale dei servizi offerti all’utenza.

Flavio Marica Direttore - Direzione Centrale ispettorato centrale e sistemi di auditing INPS Vedi atti

Atti di questo intervento

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Scopetani
INPS: una tecnica innovativa per la misurazione dei comportamenti operativi

Gianni Scopetani presenta e descrive nel dettaglio la metodologia attuata dall’INPS per la misurazione dei comportamenti operativi, una tecnica assolutamente innovativa che permette di valutare non solo il raggiungimento del risultato (output e outcome), ma anche le attività poste in essere per raggiungere il risultato così come previsto dal decreto legislativo 150/2009. Importante considerare che in questo caso il personalismo diventa veicolo per l’eccellenza. I principi alla base di tale tecnica sono descritti nel volume “Metodologie per l’audit nei servizi e nella PA” (FrancoAngeli – 2010) sono oltre che elementi di guida della gestione ad uso del management, anche tools di autodiagnosi per gli operatori che, attraverso la rappresentazione oggettiva del proprio lavoro, prendono coscienza diretta del miglioramento da apportare in linea con gli obiettivi dell’organizzazione; ciò stimola il senso di appartenenza, migliora sensibilmente il clima organizzativo e avvia un percorso motivazionale legato alla percezione di sentirsi attore del miglioramento e di poter incidere direttamente sul cambiamento. La misurazione dei comportamenti appare pertanto uno degli elementi innovativi di maggiore interesse nell’ambito delle possibilità di gestione della moderna PA.

Gianni Scopetani Responsabile Area Sviluppo, manutenzione delle metodologie di Audit e Risk assessment, D.C. Ispettorato Audit e Sicurezza - INPS Vedi atti
Curti
Misurazione dei comportamento operativi: un caso concreto in una sede INPS

Antonio Curti porta la testimonianza dell’esperienza di una sede territoriale dell’INPS. La rilevazione oggettiva dei comportamenti operativi messi in essere dai singoli dipendenti permette una partecipazione di tutto l’ente alla valutazione, e consente di far percepire agli operatori l’audit non come qualche cosa che cade dall’alto o viene imposto dal direttore, ma come qualcosa di partecipato, in cui le soluzioni operative nascono dagli operatori stessi e, vista la loro bontà, vengono approvate e standardizzate dall’ente. Accanto agli elementi positivi, però, ci sono anche inevitabilmente criticità. La prima è, come spesso avviene, di tipo culturale: è la resistenza derivata dal percepire l’audit come una verifica ispettiva, invece che come una prassi partecipata in direzione della misurazione oppure dal percepire il tempo dedicato a queste pratiche di misurazione come tempo perso o sottratto al lavoro quotidiano. L’esperienza concreta che Curti riporta è assolutamente opposta. Una corretta misurazione del comportamento operativo e l’utilizzo del dato rilevato permette di ottenere risparmi ed aumento della qualità del servizio.

Antonio Curti Direttore di Sede - Inps - Terni Vedi atti

La misurazione dei comportamenti: un contributo importante alla esigenza di etica e trasparenza nella PA

Ravaioli
Le sfide della riforma Brunetta in Croce Rossa Italiana

Patrizia Ravaioli presenta il processo avviato dalla Croce Rossa per la misurazione dei comportamenti operativi. Processo reso decisamente complesso dalle peculiarità che caratterizzano la struttura: innanzitutto il fatto di lavorare continuamente in emergenza, che penalizza decisamente la gestione ordinaria; in secondo luogo il fatto di avere un personale per il 50% militare, cioè con un contratto diverso da quello degli altri lavoratori pubblici, ed infine fatto che tutta la struttura è governata da volontari con 470 comitati direzionali in tutto il paese che definiscono la linea politica dell’associazione e che hanno autonomia di bilancio. Ciononostante Croce Rossa sta andando avanti negli aspetti di misurazione delle performance previsti dalla riforma Brunetta ed in particolare il primo passo, avviato due anni fa è stato quello di lavorare su un sistema di valutazione e di incentivazione il più omogeneo possibile per entrambe le categorie di dipendenti civili e militari.

Patrizia Ravaioli Direttore Generale - CRI - Croce Rossa Italiana Vedi atti
Dittmeier
Lo scenario internazionale della misurazione dei comportamenti operativi

Carolyn  Dittmeier offre una visione internazionale delle modalità di misurazione dei comportamenti umani per la valutazione delle performance. A livello mondiale sia l’ambito dell’audit che quello dei controlli sono, infatti, molto interessati al modo in cui il controllo può aggiungere valore ai processi della pa, compresi quelli della trasparenza. La chiave del sistema per Dittmeier è il processo. È solo a partire dall’analisi dei processi visti come un flusso, che va dalla pianificazione fino all’erogazione del servizio, che è possibile allineare i comportamenti umani ad un sistema di controllo interno equilibrato.

Carolyn Dittmeier Vice Presidente - Associazione europea Auditors Vedi atti

Atti di questo intervento

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Mameli
Ruolo della dirigenza e misurazioen dei comportamenti operativi

Sandro Mameli è stato coinvolto direttamente nella stesura della riforma Brunetta ed anche per questo vede l’esperienza dell’INPS all’interno del quadro più generale della riforma. In particolare Mameli pone l’accento sul nuovo ruolo che il modello della misurazione dei comportamenti operativi chiede al dirigente: valutare il dipendente in base al raggiungimento di un obiettivo, non tenendo in considerazione la devianza rispetto allo standard, ma anzi valorizzandola come comportamento innovativo. È proprio in questo la chiave di successo del progetto dell’INPS che però per Mameli è difficilmente replicabile su un’amministrazione che non abbia il medesimo brand dell’INPS.

Sandro Mameli Funzionario - Parlamento Europeo e docente di Management pubblico e analisi della riforma comparata alla SSPA Vedi atti

Atti di questo intervento

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Testimonianze

Patiti
Una nuova visione del sistema dei controlli

Enrico Patiti sottolinea due aspetti del cambiamento introdotto dalla riforma Brunetta: misurare e valutare, due aspetti su cui la PA si è sempre interrogata non sempre con successo. La valutazione dei comportamenti operativi in questo senso è valida ed apre uno scenario complesso per tutte le amministrazioni che è quello dell’assunzione delle persone come il centro dei processi dell’ente. Lo sforzo per il sistema dei controlli è, dunque, quello di concentrarsi sulle persone sia intese come utenti a cui viene offerto un servizio, sia intese come dipendenti che contribuiscono con il proprio lavoro all’erogazione del servizio. In quest’ottica allora il controllo di gestione ha la necessità di rivedere il proprio ruolo ed entrare in collegamento con i controlli interni, l’audit e le persone.

Enrico Patiti Direttore centrale Pianificazione Budget controllo Gestione - INPDAP Vedi atti

Atti di questo intervento

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