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Programma Congressuale

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  da 15:00 a 17:30

I protagonisti di una riforma in cammino: amministrazioni, dirigenti, cittadini [ B.01 ]

L’incontro si propone di mettere in luce, dal punto di vista giuridico, organizzativo e politico la necessaria sinergia tra i soggetti che sono attori del cambiamento. In particolare avranno qui spazio il tema dell'azione collettiva, il tema della responsabilità dirigenziale, il nuovo assetto dell'indirizzo politico amministrativo che è prefigurato dalla legge di riforma nell'ambio del ciclo della performance, ma che ancora fatica a trovare spazio nella cultura delle amministrazioni.    

Programma dei lavori

Deodato
Lo scenario della Riforma Bruentta a due anni dalla pubblicazione

Carlo Dedodato apre il convegno presentando i partecipanti e introducendo il tema della giornata di lavori, la riforma Brunetta e le sue applicazioni alla contrattazione, nelle progressioni di carriera e nella distribuzione del salario accessorio.

Nel secondo intervento Deodato ricorda l’introduzione dell’azione collettiva che costringe tutte le amministrazioni a stabilire e rendere noti standard di qualità nell’erogazione dei servizi, la cui violazione legittima, poi, i cittadini a procedere nell’azione collettiva. Si tratta di un passaggio delicato che spinge le amministrazioni a migliorare enormemente i propri processi interni. Un passaggio che per altro la giurisprudenza ha dimostrato essere già in vigore. Una sentenza del TAR del Lazio, infatti, ha accolto un ricorso del CODACONS contro il Ministro dell’Istruzione nel quale si denunciava la mancanza di un atto generale sull’edilizia scolastica.

La riforma Brunetta non viene fermata nemmeno dalle norme finanziarie che bloccano il trattamento economico del dipendente pubblico. Un accordo tra Governo e sindacati chiarisce, infatti, come è possibile applicare l’articolo 19 del d.lgs. 150/2009 (relativo alla distribuzione del salario accessorio).

Carlo Deodato Capo di Gabinetto - Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Vedi atti

Interventi

Nori
L'INPS di fronte alla sfida dell'innovazione della Riforma Brunetta

Mauro Nori presenta una testimonianza delle iniziative che l’INPS sta portando avanti per adeguarsi alle norme previste dalla riforma Brunetta. Nel farlo Nori ripercorre il percorso in direzione dell’innovazione attuato negli ultimi trent’anni dall’Istituto. Da un lato l’automazione e l’efficientamento dei processi interni e dall’altro il controllo di gestione. Così facendo, fin dagli anni Ottanta,  l’INPS ha potuto snellire la propria struttura passando da 40.000 a 27.000 dipendenti e, contemporaneamente, raggiungere un’elevata efficienza interna, azzerando il ritardo storico.

Negli anni 2000 si è passati alla qualità percepita all’esterno, alla relazione con l’utente e alla comunicazione. in questo senso lo strumento chiave è stato senza dubbio il call center

Le ultime sfide che vengono proposte al sistema sono quelle della customer satisfaction, cioè mettere la misurazione al servizio dei cittadini, e quella della proattività cioè mettersi in rete con le altre strutture della galassia pubblica amministrazione per riuscire a reperire le informazioni di cui l’ente ha bisogno per offrire un servizio agli utenti, direttamente dove esse risiedono.

La sfida della performance deve coinvolgere necessariamente una dimensione unitaria della PA. Si vince e si perde tutti insieme.

Mauro Nori Direttore Generale - INPS Vedi atti
Patroni Griffi
La Riforma Brunetta dal 2009 ad oggi

Filippo Patroni Griffi inquadra la Riforma Brunetta indicando da dove si partiva nel 2009 e dove si ha intenzione di arrivare.

Il generale processo di privatizzazione del pubblico impiego, in particolare, aveva generato un rafforzamento del sindacato e una deresponsabilizzazione del dirigenza infiacchendo i processi di controllo e di valutazione interni. Anche sul versante della qualità percepita, le norme vigenti non erano riuscite a fare molto e, più in generale si assisteva ad un proliferare di modelli e prassi e norme differenti su questi temi.

Il punto di partenza su cui molto si discusse nel 2009, dunque, fu il fatto che il regime di monopolio in cui opera la pubblica amministrazione nell’ambito dei servizi pubblici non può tollerare una tale debolezza nell’ambito dei controlli interni, della valutazione delle performance e della misurazione della qualità dei servizi. Per questo è nata la CiVIT che si è data due misure di azione: misurazione della performance e della qualità dei servizi da una parte e della misurazione della trasparenza dall’altra.
Nel corso dell’intervento Patroni Griffi ha sottolineato le difficoltà incontrate dalla CiVIT nel proprio percorso, dalla discrepanza tra mancanza di risorse e ricchezza degli obiettivi, alla resistenza riscontrata in molte amministrazioni, che avevano modelli e livelli di innovazione organizzativa estremamente diversi, fino alle difficoltà incontrate, anche dal punto di vista giuridico, sul versante della valutazione della performance individuale.

I prossimi passi della CiVIT si stanno concentrando sulla definizione di standard e di indicatori su ogni servizio, replicabili sul maggior numero di amministrazioni possibili. Questo obiettivo si raggiungerà anche attraverso la creazione di una grande banca dati che raccolga tutte le carte dei servizi delle pubbliche amministrazioni. Un progetto realizzato con il contributo di DigitPA.

Filippo Patroni Griffi Componente - CiVIT Biografia Vedi atti

Filippo Patroni Griffi (Napoli, 27 agosto 1955)  è un magistrato e politico italiano, Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione del Governo Monti (29 novembre 2011- 28 aprile 2013) e Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri del Governo Letta  (28 aprile 2013 - 22 febbraio 2014).

E' stato Presidente di Sezione del Consiglio di Stato, ha ricoperto a lungo l'incarico tecnico di Capo dell'Ufficio legislativo del Ministero della Funzione pubblica con i ministri sabino Cassese,  Giovanni Motzo, Franco Bassanini e Franco Frattini.

È stato inoltre Capo di Gabinetto del Ministro per le Riforme Istituzionali Giuliano Amato, nel Governo Prodi, capo di gabinetto della Funzione pubblica con il Ministro Renato Brunetta e capo del Dipartimento affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio nel secondo Governo Prodi. È autore di saggi scientifici in tema di diritto amministrativo, semplificazione normativa e amministrativa, processo amministrativo. 

È stato Segretario generale dell'Autorità del Garante per la Protezione dei Dati personali. Dal 15 dicembre 2009, è stato nominato membro della Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche (CiVIT).

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Garlatti
Programmazione e controllo negli Enti Locali: la sfida della Riforma Brunetta

Andrea Garlatti concentra il suo intervento sulle implicazioni della Riforma Brunetta sulle regioni e gli enti locali.

Non è la prima volta che una norma inserisce innovazioni nell’organizzazione delle pubbliche amministrazioni, ma questo ultimo intervento ha introdotto alcune novità che sebbene generalmente accettate, sono di difficile introduzione all’interno delle PA per una serie di ragioni: fattori culturali, diversità di criteri decisionali e infine l’adeguatezza dei sistemi di supporto.

L’intervento di Garlatti si concentra su questo ultimo dettaglio. Il punto di debolezza dei nostri sistemi è proprio l’adeguatezza dei sistemi di supporto. Si apre così una vera e propria lezione di management che illustra il concetto di programmazione e controllo declinato all’interno dell’amministrazione pubblica.

Il centro di tutta la Riforma Brunetta è fare in modo che la dirigenza pubblica cresca ed utilizzi prassi di misurazione e controllo, ma il vero problema è il carattere eterogeneo della pubblica amministrazione che determina la necessità di stabilire standard di qualità minimi su cui “tarare” l’organizzazione.

Andrea Garlatti Assessore regionale alla funzione pubblica - Regione Friuli Venezia Giulia Biografia Vedi atti

Prof. Garlatti Andrea– Assessore alla Funzione Pubblica Regione Friuli Venezia Giulia

Nato a Spilimbergo il 27 aprile 1965, coniugato con due figli.

Laurea con lode in Economia aziendale presso l'Università Bocconi e dottorato di ricerca in Economia aziendale.

Professore ordinario di Economia delle amministrazioni pubbliche Università di Udine.

In precedenza professore associato presso l'Università Bocconi, dove è stato anche docente senior presso la Scuola di Direzione Aziendale.

Vasta esperienza professionale di consulenza organizzativa e gestionale presso aziende e amministrazioni pubbliche in quasi tutte le regioni italiane.

Autore di numerose pubblicazioni in tema di Economia e management delle amministrazioni pubbliche.

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Atti di questo intervento

06_b01_garlatti_andrea.mp3

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Danzì
Creare consenso tra i lavoratori: la Riforma Brunetta e le risorse umane

Come si applica la Riforma Brunetta in materia di programmazione, pianificazione e controllo in un Comune? La ricetta di Maria Angela Danzì prende spunto dal progetto del Comune di Genova che è stato pubblicato sul sito dell’amministrazione comunale collegandolo la mandato politico del Sindaco e ai risultati raggiunti dalle strutture del Comune. In particolare l’intervento di Maria Angela Danzì si sofferma sul rapporto tra innovazione organizzativa e gestione del personale.

Cercare un consenso nei lavoratori pubblici rispetto alle scelte organizzative, partendo da un raccordo con il sindacato permette di aggirare un certo corporativismo che spesso blocca l’innovazione. Con la riforma Brunetta, invece, questo elemento è stato preso poco in considerazione, in particolare nell’istituto della progressione delle carriere che penalizza la formazione qualificata del personale interno.

Nella seconda parte del suo intervento Maria Angela Danzì sottolinea come sia necessario, per realizzare davvero il cambiamento nell’organizzazione in chiave della valutazione e del merito, un raccordo tra politica e gestione. Raccordo deve essere trovato in una figura terza, si chiami Segretario o Direttore Generale, non importa purché sia formato e competente.

Maria Angela Danzì Segretario e Direttore Generale - Comune di Genova Biografia Vedi atti

Mariangela Danzì - Segretario e Direttore Generale del Comune di Genova.

Dal 1982 ad oggi ha ricoperto il ruolo di Segretario Comunale e Segretario Generale presso vari Comuni d'Italia e ha rivestito ruolo di Segretario e Direttore Generale del Comune di Peschiera Borromeo (MI) dal 1997 al 1999, nonché di Direttore del Servizio Programmazione e Sviluppo Risorse Umane e Pianificazione e Controllo dal 2000 al 2005 presso il Comune di Vigevano; ha inoltre maturato rilevante esperienza in materia di programmazione negoziata ed è Presidente della delegazione trattante del Comune di Genova. Ha collaborato con Enti ed Istituzioni diversi con ruoli di rilevanza strategica per gli Enti stessi.

Autore di numerosi articoli per il "Sole 24 Ore" e per la rivista "Prime Note", in materia di gestione del personale, ordinamento dei Segretari Generali, lavori pubblici e servizi pubblici locali, nonché di testi di valutazione del personale ed in materia contrattuale di pubblico impiego.

E’ membro del Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia per la gestione dell’Albo dei Segretari.

E’ stata ammessa al Cycle des hautes etudes européennes 2010 presso l’Enà – Ecole Nationale d’Administration.

E' professore incaricato in Regolazione Servizi Pubblici Locali al Master per l'Innovazione nella Pubblica Amministrazione (MIPA) presso l'Università di Genova.

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Rauti
Riforma Brunetta e pari opportunità: l'espienza della Regione Lazio

Isabella Rauti presenta il percorso fatto della Regione Lazio per recepire la Riforma Brunetta. In particolare la legge regionale dello scorso febbraio proprio a seguito dell’intervento di Isabella Rauti riporta un emendamento sulle pari opportunità.

Non si può investire sulla produttività e sull’efficienza dei lavoratori senza una riflessione sugli squilibri di genere interni ad una organizzazione e, più in generale, sulle pari opportunità. Squilibri che vanno dalla numerosità fino alla differenza di retribuzione a parità di mansione. Una serie di correttivi previsti nella legge regionale punta proprio a diminuire questi squilibri e a tutelare l’individuo da eventuali discriminazioni. Anche le norme della riforma brunetta, infatti, occorre che siano inglobate in un’ottica di pari opportunità in particolare per quanto riguarda la distribuzione del salario accessorio in riferimento, ad esempio, al lavoro di cura o alla conciliazione dei tempi di vita e lavoro.

Un segnale di salvaguardia delle pari opportunità condiviso tra maggioranza e opposizione nella Regione Lazio, che riconoscendo ad esempio nella maternità e paternità veri e propri valori sociali ha voluto colmare lo scarto esistente tra le norme di pari opportunità sancite e la prassi reale sul luogo di lavoro.

Isabella Rauti Consigliere regionale nel Lazio e Consulente del Ministro per le Pari Opportunità Vedi atti

Atti di questo intervento

10_b01_rauti_isabella.mp3

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